Moratoria mutui e proroga per Covid 2021: allarme default per 2,7 milioni di debitori

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23/03/2021

Sulla moratoria dei mutui per Covid-19 è urgente una proroga. Lo spiega il segretario generale della Fabi, ricordando che il rischio di default è stimato come serio per 2,7 milioni di imprese e di famiglie.

Moratoria mutui e proroga per Covid 2021: allarme default per 2,7 milioni di debitori

Mutui bancari, c’è un nuovo allarme sul rischio default per 2,7 milioni di debitori. A mettere in evidenza la drammaticità della situazione è la Fabi, ovvero la Federazione Autonoma dei Bancari Italiani. Secondo quanto indicato dal segretario generale Lando Maria Sileoni, serve con urgenza applicare un intervento correttivo finalizzato a prorogare la moratoria. L’operazione rappresenta un passaggio indispensabile per mettere in sicurezza i cittadini e le imprese duramente colpite dall’emergenza sanitaria ed economica dovuta al coronavirus.

Lo scenario di un default a catena potrebbe cominciare a verificarsi già nei prossimi mesi. Alla fine di giugno 2021 scadranno infatti le attuali sospensione su un monte debitorio corrispondente a circa 300 miliardi di euro. Una cifra che da sola rende l’idea delle difficoltà che potrebbero improvvisamente trovarsi a vivere i debitori, rimasti incastrati nella crisi e impossibilitati a proseguire il piano di pagamento del proprio debito.

Moratoria mutui: con la pandemia da Covid-19 congelati 293 miliardi di debito

Entrando nel dettaglio dei dati riguardanti gli ultimi mesi, la moratoria avviata dall’esecutivo con la legge di bilancio 2021 ha permesso di bloccare le rate debitorie di 1,3 milioni di aziende e di 1,4 milioni di cittadini. I numeri in gioco sono rispettivamente di 198 e 95 miliardi di euro. Complessivamente, si è arrivati a toccare la cifra di 293 miliardi di euro. Nonostante ciò, l’applicazione dei vincoli restrittivi seguiti dalla nuova regolamentazione dell’Eba rischia di costringere gli istituti a riclassificare le posizioni debitorie.


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In sintesi, questo significherebbe l’applicazione delle regole dedicate ai non performing loan, ovvero ai prestiti più rischiosi. Tradotto in linguaggio comune, verrebbero meno le condizioni agevolate previste con le moratorie. Di conseguenza, la sospensione e dilazione dei pagamenti non potrebbe più essere confermata. Infine, qualora davanti a un tale scenario i debitori non riuscissero a riprendere i pagamenti delle rate, non resterebbe che classificare la posizione in stato di default.

Senza un intervento di proroga della moratoria di mutui e debiti è a rischio anche il mercato del lavoro

Stante lo scenario appena evidenziato, il segretario generale della Fabi ha evidenziato che un blocco della moratoria dei debiti rischia di avere pesanti effetti indiretti sull’economia. Nel caso in cui le imprese dovessero diventare insolventi, il mancato accesso al credito e le inevitabili ripercussioni rischiano di provocare un effetto valanga e di portare alla chiusura di moltissime attività.

Tra gli effetti indiretti, vi sarebbe quindi la perdita ingente di posti di lavoro. Basti considerare che se fallissero un decimo delle imprese attualmente in difficoltà, con loro scomparirebbero per sempre centinaia di migliaia di posti di lavoro. Anche per questo motivo la Fabi chiede un intervento diretto del governo e della Banca d’Italia, visto il rischio sistemico verso il quale il Paese si dirige.

Le richieste di intervento della Fabi: serve anche allungare la garanzia da 6 a 15 anni

In conclusione, secondo la federazione autonoma dei bancari è imprescindibile agire con tempestività e con responsabilità. Alla scadenza delle attuali moratorie mancano appena 100 giorni. La proroga della moratoria rappresenta in questo senso un passaggio fondamentale, perché non è possibile riscuotere soldi da coloro che non ne sono in possesso.


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Secondo Sileoni, “oltre a prorogare la scadenza, come giustamente sostiene l’Abi, va allungata la garanzia da 6 anni a 15 anni e va applicata anche per prestiti superiori a 800 mila euro, per le grandi aziende”. Si tratta di interventi definiti come imprescindibili per garantire la tenuta dell’Italia nei prossimi mesi.

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