Mutui casa 2021: domande in crescita nonostante il Covid, aumenta anche l’importo medio

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13/04/2021

Arrivano i nuovi dati sui mutui casa 2021: l’acquisto resta al centro dei sogni degli italiani, la domanda di prestiti continua a crescere.

Mutui casa 2021: domande in crescita nonostante il Covid, aumenta anche l’importo medio

I dati relativi ai mutui casa pubblicati nelle scorse ore dalla Banca d’Italia dimostrano la resilienza del settore immobiliare. Nonostante un momento economico difficile e la prosecuzione della pandemia, gli italiani non sembrano infatti voler rinunciare al sogno della casa di proprietà. E pur di realizzare l’ambito obiettivo, sono disposti a impegnarsi sottoscrivendo un mutuo anche a lungo termine.

Secondo i nuovi aggiornamenti, i prestiti relativi al comparto privato per l’acquisto di un immobile sono cresciuti annualmente del 4,5%. Mentre per quanto riguarda i prestiti alle famiglie, l’aumento è stato del 2,4%. Tutto ciò nonostante la leggera risalita dei tassi, dovuta al ritorno dell’inflazione. In questo senso, bisogna però tenere presente che è cresciuto anche l’importo medio richiesto, vista la risalita generale dei prezzi.

Si tratta in ogni caso di percentuali molto ridotte, visto che a controbilanciare l’inflazione ci sono i gravi effetti provocati sull’economia e sui redditi dai lockdown. Le misure restrittive decise per contenere il Covid-19 continuano ad avere effetti negativi su numerose categorie di lavoratori, con una situazione che resta complessa.


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Nel 2021 i tassi dei mutui sono in salita

Stante la situazione appena descritta, l’Abi ha comunque confermato che nel corso del 2021 i tassi dei mutui risultano in salita. L’euribor a 3 mesi è passato da -0,55 a -0,54, mentre l’Irs decennale da -0,22 a -0,06. Nonostante ciò, è opportuno ricordare che dal punto di vista storico i tassi applicati ai mutui continuano a restare in un range di minimo storico.

Per chi può permetterselo, il contesto macro economico appare quindi favorevole rispetto al possibile acquisto di un immobile. Una situazione che è stata sostenuta indirettamente dalle azioni della stessa Banca Centrale Europea. Tutto ciò, con l’obiettivo di aiutare l’economia durante la grave crisi dettata dal coronavirus.

Mutui 2021, cresce l’importo medio erogato in favore dei richiedenti

Se si tiene in conto quanto appena riportato, emerge una situazione complessiva difficile da leggere e a macchia di leopardo. Da un lato la crisi ha messo in difficoltà moltissime famiglie. Dall’altro lato, coloro che hanno mantenuto un’adeguata capacità reddituale si sono trovati di fronte a una prospettiva più favorevole per l’acquisto della casa.

L’aumento dell’inflazione ha portato però a un leggero aumento sia dei prezzi degli immobili che dell’importo erogato da parte delle banche a titolo di prestito. A sostegno di tale scenario, dati interessanti emergono da un’indagine condotta da Facile.it e Mutui.it riguardante uno stock di 90mila richieste di finanziamento. Nel primo trimestre del 2021, l’importo medio richiesto è salito fino a 137.479 euro. A livello percentuale, il dato della crescita corrisponde al +2,5%.


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Mutui a tasso fisso sempre più convenienti con la progressiva crescita dei tassi di interesse

Il ritorno (seppure moderato) alla crescita dei tassi relativi ai mutui portano quindi ad alcune conseguenze anche nella scelta della tipologia di prestito. Viste le condizioni attuali di mercato, i mutui a tasso variabile continuano a restare convenienti soprattutto sulle scadenze più brevi. Oltre i 10 anni, può essere opportuno prendere in considerazione un mutuo a tasso fisso.

Infine, la permanenza negli ultimi anni di tassi bassi ha portato anche ad uno stallo nelle surroghe. Quest’ultime sono scese dal 37% al 22% nel corso del primo trimestre 2021. Un dato che si spiega con il leggero ritorno alla crescita dei tassi di interesse. Ma anche con il fatto che chi poteva avere benefici da una surroga ha ormai già stipulato il passaggio a un nuovo istituto di credito. Tutto ciò considerando il momento favorevole che si è prodotto sul mercato dei tassi nell’ultimo quinquennio.