Reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e cassa integrazione, dati boom per il Covid: novità e aggiornamenti Inps sugli ultimi pagamenti

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21/01/2021

Reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e cassa integrazione, dati boom per il Covid: novità e aggiornamenti Inps sugli ultimi pagamenti

Arrivano novità importanti sui dati Inps riguardanti il reddito di cittadinanza, il reddito di emergenza e la cassa integrazione. Nelle ultime ore l’Inps ha diffuso importanti aggiornamenti in merito alla fruizione dei benefici di welfare. Quest’ultimi hanno registrato mese per mese nuovi incrementi. Un fenomeno dettato certamente dalla diffusione del coronavirus e dalla conseguente crisi economica e sociale che si è verificata (e che appare ancora lontana dal risolversi).

A fare il punto della situazione è stato, in particolare, l’Osservatorio dell’ente pubblico di previdenza e assistenza sociale. La situazione che vi andiamo a esporre risulta aggiornata fino al mese di dicembre 2020 e mette in prospettiva il forte e continuo ricorso alle misure di sostegno nel corso delle ultime settimane.

Il reddito di cittadinanza continua a crescere, ecco gli ultimi dati disponibili

Partiamo con il reddito di cittadinanza. Il beneficio di welfare è erogato su richiesta ai nuclei familiari che presentano i requisiti ISEE e che rientrano negli altri vincoli previsti dalla legge. Secondo quanto evidenziato dall’Inps, nello scorso mese di dicembre il numero delle famiglie che hanno beneficiato dell’assegno assistenziale ha toccato le 1,25 milioni di unità.


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I dati comprendono sia le erogazioni destinate al reddito di cittadinanza, sia quelle relative alla pensione di cittadinanza. Quest’ultima si basa su principi di assegnazione similari, ma viene erogata a partire dai 67 anni (con decadimento dell’obbligo di formazione e ricerca di un nuovo impiego). Complessivamente, le persone coinvolte sono circa 2,9 milioni, con un incremento rispetto al mese precedente del 3,3%. Infine, l’importo medio erogato si attesta a 528 euro al mese.

Reddito di Emergenza: pagati oltre 1,5 milioni assegni

Molti cittadini che non avevano i requisiti utili per accedere al reddito di cittadinanza e che hanno vissuto condizioni di disagio economico durante la recente crisi sanitaria ed economica hanno potuto beneficiare del REM. Si tratta di un reddito di emergenza pensato quindi per coloro che non hanno accesso agli altri ammortizzatori sociali e che rischiavano di restare esclusi dai ristori e dalle indennità previste recentemente dal governo.

Secondo quanto evidenziato dall’Inps, a dicembre 2020 sono state erogati (dall’inizio della crisi) oltre 1,5 milioni di assegni tramite il reddito di emergenza. Il computo tiene conto degli accrediti che sono stati eseguiti a partire dallo scorso maggio e che si sono susseguiti attraverso le proroghe previste in tre diversi decreti. Al momento è al vaglio un’ulteriore estensione del beneficio per i mesi di gennaio e febbraio 2021, visto il perdurare dello stato di crisi ed emergenza sanitaria.


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Cassa Integrazione: oltre 4 miliardi di ore Cig da aprile a dicembre

Destano preoccupazione anche i dati registrati dall’Inps in merito ai pagamenti della cassa integrazione. Secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio pubblico, il numero totale di ore di Cig dallo scorso 1° aprile fino al 31 dicembre 2020 ammonta a oltre 4 miliardi. Di queste, 1,9 miliardi riguardano la Cig ordinaria, 1,35 miliardi l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 708,4 milioni la cassa integrazione in deroga.

Rispetto ai settori che hanno fruito maggiormente del sussidio di welfare, al primo posto troviamo gli alberghi e i ristoranti con 38,1 milioni di ore. Seguono le attività immobiliari, di noleggio, informatiche, di ricerca e di servizi alle imprese, le quali hanno raggiunto complessivamente le 23,3 milioni di ore. Infine, il settore commercio e quello delle attività finanziarie ha totalizzato 15,5 milioni di ore di cassa integrazione.

Se invece si prende come riferimento la localizzazione geografica delle richieste, la Lombardia ha totalizzato il maggior numero di autorizzazioni. A dicembre 2020 il dato corrisponde a 24,5 milioni di ore. Seguono il Piemonte con 11,2 milioni di ore e l’Emilia Romagna con 10,4 milioni di ore.