Taglio accise carburanti e benzina: proroga al 5/10

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02/09/2022

Taglio accise carburanti e benzina: proroga al 5/10

Taglio accise carburanti, arriva una nuova proroga del provvedimento di aiuto in favore dei cittadini. Il caro energia ha coinvolto pienamente il prezzo di benzina e diesel, così come dei derivati del petrolio. Tra i provvedimenti che hanno calmierato la situazione c’è stato proprio il taglio della accise. Attraverso l’iniziativa, il governo ha garantito uno sconto diretto di 30 centesimi su ogni litro di benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione.

Il provvedimento risultava però in scadenza il prossimo 20 settembre 2022. E si erano già moltiplicati gli allarmi sulle possibile conseguenze di un mancato rinnovo. Con il prezzo della benzina che sarebbe sicuramente tornato stabilmente al di sopra di 2 euro per litro. Grazie al nuovo rinnovo, l’esecutivo prende tempo. E così lo sconto si prolunga fino al prossimo 5 ottobre. 

Taglio accise carburanti e benzina grazie alle tasse sugli extra profitti

La proroga del taglio accise carburanti e benzina ha avuto luogo grazie al nuovo recupero delle tasse sugli extra profitti delle società energetiche. Il costo mensile dell’operazione corrisponde infatti a un miliardo di euro. Il denaro sarà garantito grazie al reperimento delle risorse tramite la nuova imposizione fiscale. Quella del governo appare però come una continua corsa contro il tempo.

L’acconto delle tasse sugli extra profitti scadeva lo scorso 31 agosto. Le entrate complessive dovrebbero corrispondere a circa 4,2 miliardi di euro. Mentre considerando anche i maggiori introiti di luglio, il governo dovrebbe raccogliere nel bimestre fino a 6 miliardi di euro. Denaro che una volta contabilizzato correttamente all’interno del bilancio, permetterà di avviare nuovi interventi sul caro energia.


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Tra i provvedimenti i corso di attuazione non ci sono solo misure dirette al contenimento dei costi energetici. L’esecutivo sta pensando anche all’avvio di una cig scontata delle addizionali per quei settori che risultano colpiti dalla scarsità di materie prime o dalla crescita eccessiva dei costi energetici.

Le associazioni dei consumatori ritengono il taglio accise carburanti e benzina insufficiente

La nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti durerà quindi poche settimane. Si naviga a vista, in attesa dell’ennesimo intervento di rinnovo. Una situazione contro la quale puntano il dito le associazioni dei consumatori. Secondo Assoutenti serve varare misure più adeguate alla situazione e che possano intervenire sul problema in maniera strutturale.

L’obiettivo è di disinnescare la speculazione, che sarebbe alla base della crescita repentina dei prezzi. In base a quanto stimato dal Codacons, il gasolio auto ha visto un aumento del 20,6% rispetto allo 2021. Con un aggravio di oltre 15 euro per il pieno. Il ritorno al prezzo precedente all’invasione dell’Ucraina dopo il taglio delle accise di 30 centesimi sarebbe un’evidente conseguenza della speculazione, che colpisce il rientro dalle ferie degli italiani.

Anche Confcommercio invita ad agire con tempestività

A richiedere un intervento stabile sul caro energia è anche Confcommercio. Secondo l’ufficio studi, serve ridurre ulteriormente l’impatto delle accise si combustibili. Mentre per quanto concerne il metano per autotrazione, occorre ridurre l’Iva al 5%. Tra le altre misure richieste c’è poi il potenziamento e sostegno di questo carburante.

In aggiunta, l’associazione dei commercianti chiede interventi pensati per sostenere coloro che utilizzano il gasolio per autotrazione a livello professionale. Infatti, questi soggetti non beneficiano del taglio di aliquota ordinario dell’accisa.

Il problema del caro energia previsto per il prossimo autunno

Tutto ciò con la consapevolezza che i recenti interventi del governo Draghi puntano a garantire l’ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni. Dopo il prossimo 25 settembre la questione tornerà nelle mani del nuovo esecutivo, che dovrà occuparsi di fermare le manovre speculative. 


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Il problema diventa ovviamente di natura politica. Indipendentemente dalle ricette economiche che la nuova formazione al governo deciderà di adottare, è chiaro che la condizione di fragilità della tenuta sociale rappresenterà una sfida difficile alla quale far fronte.