Il vaccino contro il Coronavirus è pronto, ma quali sono i possibili effetti collaterali

I risutlati dell’ultima fase di sperimentazione del vaccino di Oxford sono promettenti, ma alcuni volontari hanno accusato diversi effetti collaterali

Attualmente il vaccino contro il Coronavirus che fa maggiormente sperare è quello sviluppato nei laboratori dell’Università di Oxford, dal team di ricercatori capitanato dal Professor Adrian Hill, in collaborazione con l’azienda farmaceutica AstraZeneca. L’Ateneo inglese ha fatto sapere che il vaccino, testato su un campione di volontari, funziona, pur provocando alcuni lievi effetti collaterali.

I possibili effetti collaterali del vaccino di Oxford

I ricercatori dello Jenner Istitute di Oxford hanno recentemente pubblicato sulla rivista medica Lancet, le prime considerazioni sul farmaco sviluppato nei propri laboratori. Il vaccino utilizza un adenovirus, che di solito infetta gli scimpanzè, modificato in laboratorio per agire sul sistema immunitario umano e riconoscere e contrastare l’infezione da Coronavirus.

Durante i test sui volontari, circa il 70% di loro ha sviluppato alcuni effetti collaterali, molti dei quali comuni dopo la somministrazione di qualsiasi vaccino. I pazienti hanno accusato mal di testa, dolore nella zona interessata dall’iniezione, febbre, brividi, dolori muscolari e spossatezza. Gli effetti collaterali, tuttavia, non sono durati più di qualche ora. Secondo gli esperti ci sono, comunque, i presupposti perché la fase tre della sperimentazione clinica termini in agosto e le prime dosi di vaccino siano pronte per l’autunno. 

Altri tipi di vaccino 

Oltre al vaccino inglese si fa strada il concorrente americano. Quest’ultimo è stato sviluppato dal colosso farmaceutico cinese CanSino in collaborazione con l’azienda statunitense di biotecnologie Moderna Inc. e il National Institutes of Health. Il vaccino utilizza un adenovirus umano poco aggressivo. 

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, la maggior parte sono statti riscontrati nei volontari in cui era stata iniettata una doppia dose di vaccino a distanza di qualche ora l’una dall’altra. In almeno uno dei pazienti che si sono volontariamente sottoposti alla sperimentazione si è manifestata febbre superiore a 39.5°. Per questo motivo le aziende hanno preferito sospendere i test con le dosi extra di vaccino. 


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