Esenzione visita fiscale, cos’è e quando spetta

Quando il lavoratore è esonerato dalla visita fiscale e cosa significa? Attenzione si è esonerati dalla reperibilità ma non dalla visita stessa.

Molto spesso, anche a causa di notizie false pubblicate dai media, si è portati a pensare che l’inserimento del codice E nel certificato medico porti automaticamente all’esenzione dalla visita fiscale. Il codice E, invece, non ha alcun impatto sui certificati medici e si tratta soltanto di un codice interno dell’INPS. Va chiarito, inoltre, che in caso di esonero dalla visita fiscale non si è esonerati dalla visita stessa ma solo dal controllo nelle fasce di reperibilità in cui potrebbe presentarsi il medico fiscale al domicilio. Questo comporta, quindi, che non si è esonerati dalla visita fiscale concordata.

Esonero visita fiscale

Un lettore scrive per chiedere:

Salve, sono N. ed ho un’informazione da chiedervi riguardo l’esenzione di visita fiscale. Sono affetto da Men2A e già operato di Tiroidectomia totale e surrenectomia totale, mi è stata riconosciuta l’invalidità totale e l’articolo 3 comma 1 (ex 104). La mia domanda è se rientro nell’esenzione di visita fiscale, se si qual’è la procedura corretta, se esiste, per verificare che tale esenzione sia già applicata nei miei riguardi. Spero di essere stato chiaro. Grazie.Vi allego i verbali INPS.

Fatte le doverose premesse sull’utilizzo del codice E sul certificato medico, vediamo per quali stati patologici è possibile che il medico curante annoti sul certificato medico l’esonero dalla reperibilità per la visita fiscale.

Ci sono delle patologie per la quali non è richiesta la reperibilità nelle fasce orarie per la visita fiscale e sono quelle per le quali detta reperibilità è in contrasto con la guarigione del malato.

L’obbligo della reperibilità può essere ottenuto in caso di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita (che siano comprovate da idonea certificazione)
  • patologie connessi all’invalidità riconosciuta al paziente che, in ogni caso deve essere pari o superiore al 67%.

In ogni caso la reperibilità mal si concilia anche con stati patologici legati all’ansia o la depressione, stati per i quali restare in casa non è certo benefico visto che il beneficio maggiore per queste patologie è stare in mezzo alla gente ed uscire di casa.

In sostanza, però, a decidere se esonerare il paziente dall’obbligo di reperibilità deve essere il medico curante. Per essere sicuro, quindi, che non si è obbligati al rispetto delle fasce di reperibilità basterà guardare il proprio certificato medico sul quale deve essere specificato l’esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità (e fermo restando che il lavoratore malato debba recarsi alla visita concorda, semmai lo fosse, con il medico legale).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.