Età pensionabile: cos’è e come si determina

L’età pensionabile è il requisito necessario per accedere alla pensione di vecchiaia. Ma Come si determina? Ecco tutte le novità

Nel 2019 si è effettuato l’ultimo adeguamento dell’età pensionabile, che avviene ogni 2 anni. Si definisce “età pensionabile” il requisito anagrafico per ottenere la pensione di vecchiaia. Quindi è l’età da raggiungere per accedere alla pensione di vecchiaia per il nostro ordinamento per accedere alla pensione di vecchiaia. Per determinare l’età pensionabile c’è un meccanismo che prevede l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita. L’ultimo adeguamento è stato eseguito nel 2019 ed è stato regolato dalla circolare n. 62 del 4 aprile 2018 dell’Inps.

Pensione di vecchiaia

L’età pensionabile per il periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, per chi è inscritto all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata Inps, è di 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia. Dal 1° gennaio 2021, si procederà ad un nuovo adeguamento dell’età pensionabile alle speranze di vita.

Età pensionabile 2019

L’adeguamento all’incremento della speranza di vita si applica, anche, al requisito anagrafico che permette l’accesso alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima effettiva di cinque anni. Esso, dal 1° gennaio 2019, si compie al raggiungimento dei 71 anni di età.

Pensione in totalizzazione

Per la pensione in totalizzazione, l’età pensionabile è fissata a 66 anni, per il periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020. Dal 1° gennaio 2021, tale requisito dovrà subire un nuovo adeguato alla speranza di vita.

L’età pensionabile: come si procede per determinare la variazione della speranza di vita

La variazione dell’età pensionabile alla speranza di vita viene calcolata in base a ciò che l’Inps ha chiarito nella circolare n.62 del 4 aprile 2018. L’Inps precisa che la variazione della speranza di vita relativa al biennio 2021-2022 verrà eseguita considerando la differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018 e il valore registrato nel 2016.

Mentre per il biennio 2023-2024, bisognerà far riferimento alla differenza tra la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio 2019-2020 e la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio 2017-2018. Con lo stesso meccanismo si procederà per i bienni avvenire.

Bisogna dire che dal 2021 gli adeguamenti biennali non dovranno superare mai i tre mesi e che, in caso succedesse, la parte eccedente si sommerà agli adeguamenti successivi. Invece, nel caso si registri una diminuzione della speranza di vita, non si eseguirà nessun adeguamento, ma si terrà conto della diminuzione negli adeguamenti successivi.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.