Età pensionabile: qual è per tutte le misure in vigore

Età pensionabile: una panoramica di tutti i requisiti richiesti per accedere alla pensione nel 2020. Vediamo, quindi, età e contributi necessari.

L’età pensionabile rappresenta i requisiti richiesti per accedere alla pensione. Generalmente con età pensionabile ci si riferisce ai 67 anni, quelli necessari, insieme ai 20 anni di contributi, per accedere alla pensione di vecchiaia. Ma non esiste una sola età pensionabile, bensì diverse per le diverse misure previdenziali. Vediamo per questo 2020 qual è l’età pensionabile per tutte le misure in vigore.

Eta pensionabile: quando andare in pensione

Prendendo in esame tutte le misure previdenziali ci rendiamo conto che non esiste un’età pensionabile unica (a parte, ovviamente, quella richiesta per l’accesso alla pensione di vecchiaia). Cercheremo di capire, quindi, quali sono i requisiti d’accesso alle misure attualmente in vigore.

Pensione di vecchiaia: sono richiesti, come abbiamo già annunciato in apertura, 20 anni di contributi almeno e 67 anni di età. Si tratta della pensione per raggiunti limiti di età cui i dipendenti del settore pubblico sono obbligati ad accedere per collocamento a riposo d’ufficio. In alcuni casi è possibile accedere al pensionamento anche con soli 15 anni di contributi: si tratta dei casi permessi dalla 3 deroghe Amato e dell’opzione Dini.

Pensione di vecchiaia contributiva: per chi ha iniziato a lavorare molto tardi e non riesce a raggiungere i 20 anni di contribuzione minimi richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia, l’alternativa può essere rappresentata da questa misura che, pur richiedendo almeno 71 anni per l’accesso, prevede solo un minimo di 5 anni di contributi. I contributi, però, devono essere stati versati o dopo il 31 dicembre 1995 o si deve poter optare per il computo nella Gestione Separata (necessario, infatti, che tutti i contributi ricadano nel sistema contributivo).

Pensione anticipata ordinaria: questa misura non prevede un’età anagrafica precisa per l’accesso ma solo il raggiungimento del requisito contributivo richiesto che è, fino al 31 dicembre 2026, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Pensione anticipata contributiva: questa misura rappresenta un’ottima alternativa alla pensione di vecchiaia, poichè, pur richiedendo 20 anni di contributi permette le quiescenza a soli 64 anni. Ci sono, però delle condizioni: i 20 anni di contributi devono ricadere interamente nel sistema contributivo e questo è permesso solo nel caso siano stati versato dal 1 gennaio 1996 in poi o nel caso si opti per il computo nella Gestione Separata. E’ richiesto, inoltre, per l’accesso, che l’importo della prima pensione liquidata sia pari o superiore a 2,8 volte il minimo Inps.

Pensione quota 100: misura sperimentale fino al 31 dicembre 2021, prevede che siano raggiunti i 62 anni di età e i 38 anni di contributi per la quiescenza.

Pensione quota 41: questa misura è dedicata soltanto a lavoratori precoci (coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età) che rientrano in uno dei profili tutelati, ovvero: disoccupati (a causa di licenziamento che hanno finito da almeno 3 mesi di percepire la Naspi spettante), invalidi (con percentuale  pari o superiore al 74%), caregiver (che assistono da almeno 6 mesi un familiare con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3, comma 3, da 6 mesi), usuranti e gravosi. A questi lavoratori è richiesto il possesso di almeno 41 anni di contributi.

Pensione Ape social: prorogata fino al 31 dicembre 2020, la misura permette il pensionamento con soli 63 anni di età. Per disoccupati, caregiver ed invalidi sono richiesti almeno 30 anni di contributi (e di rispondere ai requisiti richiesti per categoria), per gravosi ed usuranti, invece, sono necessari almeno 36 anni di contributi maturati.

Pensione di vecchiaia anticipata : Si tratta di una misura destinata ad i soli lavoratori del settore privato con invalidità pari o superiore alll’80%. A questi lavoratori è concesso accedere alla pensione di vecchiaia con un certo anticipo: a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini. E’ necessario, poi, per la decorrenza della pensione che trascorrano 12 mesi (finestra di attesa) dal raggiungimento del requisito.

Opzione donna : il regime sperimentale permette il pensionamento delle lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e della lavoratrici autonome con 59 anni di età. L’età ed i 35 anni di contributi richiesti devono essere stati raggiunti entro il 31 dicembre 2019. Per accedere al pensionamento vero e proprio, in ogni caso, è necessaria una finestra di attesa di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.