Età pensionabile uomo: quanti anni minimi sono richiesti?

Età pensionabile uomo in caso di lavoratore precoce con comprovata invalidità: vediamo le possibilità di uscita nel caso specifico.

L’età pensionabile rimane uno dei più grossi dubbi per chi, vicino alla quiescenza, non sa con quale misura lasciare il lavoro. I requisiti di accesso alla pensione, infatti, cambiano di misura in misura e, a volte, anche in base al genere (sono diversi, quindi, per uomini e donne). Cerchiamo di capire, quindi, in base alla domanda del nostro lettore, quando è possibile accedere al pensionamento per un uomo.

Età pensionabile per uomo

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno, ho iniziato a lavorare per una ditta privata in giovanissima età (avevo 15 anni) per la quale ancora lavoro oggi senza nessuna interruzione. Oggi sono stanco, ho anche un’invalidità riconosciuta all’85%. Ho quasi 57 anni ed ho letto che gli invalidi possono accedere alla pensione di vecchiaia già dai 56 anni. E’ il mio caso? Posso presentare domanda di pensione? E se non rientro, per qualche motivo, in questa misura quali altre possibilità potrei prendere in considerazione? Vi giuro che anche se la mia età non è molto avanzata non riesco più a svolgere attività lavorativa poichè si stanno aggiungendo altri acciacchi alla mia comprovata invalidità. Fiducioso in una vostra illuminante risposta, vi saluto cordialmente.

La misura di cui lei parla è la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori invalidi che spetta ai dipendenti del settore privato con un’invalidità certificata pari o superiore all’80%. Lei rientra nella misura, quindi, ma l’età pensionabile necessaria per l’accesso è di 56 anni per le donne mentre per gli uomini ne sono richiesti almeno 61. Per la misura, inoltre, è richiesto anche di attendere 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti e le spetterebbe la pensione, quindi, solo al compimento dei 62 anni, fra 5 anni.

Ma, come lei scrive, dovrebbe avere quasi 42 anni di contributi versati e le possibilità di pensionamento che potrebbe prendere in considerazione sono diverse.

A mio avviso, fin da subito, potrebbe accedere alla pensione con la quota 41 avendo tutti i requisiti richiesti dalla misura, ovvero almeno 41 anni di contributi versati, almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età e un’invalidità pari o superiore al 74%.

Un’altra alternativa, poi, potrebbe essere quella di accedere al pensionamento con l’anticipata ordinaria che richiede 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. E’ richiesto, inoltre, di rispettare una finestra di attesa di 3 mesi dal raggiungimento del requisito contributivo per la decorrenza della pensione.

Con i 42 anni di contributi in suo possesso, quindi, tra poco più di un anno potrebbe accedere al pensionamento anticipato con l0ordinaria e fin da subito alla quiescenza con la quota 41, senza dover per forza attendere il compimento dei 62 anni necessari per la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori invalidi su cui lei stava puntanto ma che, appunto, nel suo caso non è affatto conveniente.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.