Euro, uscire o non uscire: quello che in ogni caso devono fare i risparmiatori per tutelarsi

Uscire dall’Euro? Ecco 4 consigli per i risparmiatori italiani.

Ancora si continua a parlare di una possibile uscita dell’Italia dall’Euro per tornare alla Lira anche se l’economista Marcello Minnea sosteneva che “E’ ragionevole ipotizzare che ci sarebbe una svalutazione del 30-40%, forse fino ad arrivare al 50%”. Ci possiamo permettere una simile svalutazione con la crisi economica che è ancora in corso?

Beppe Grillo al riguardo, nel corso degli anni ha cambiato spesso posizione, e proprio per questo riportiamo le sue dichiarazioni degli ultimi anni:

Anno 2013: non ho mai detto di uscire dall’euro.
Anno 2014: il problema vero non è uscire dall’euro, è uscirne il più velocemente possibile.
Anno 2015: fuori dall’euro.
Anno 2017: non ha importanza, è metafisica.

Pochi giorni fa Di Maio dichiara che in un possibile referendum per uscire dall’Euro voterebbe a favore. Ma cosa accadrebbe ai risparmiatori italiani con il ritorno alla Lira?

Riportiamo un interessante comunicato stampa dell’Aduc al riguardo:

Roma, 19.12.2017. Uscire dall’euro? Ci corre l’obbligo di dare qualche consiglio ai risparmiatori, prima dell’uscita dall’euro:

1. Ritirare i soldi dai depositi bancari e postali;
2. Vendere i titoli di Stato (Bot, Btp, ecc.) o investimenti che includano titoli di Stato;
3. Vendere azioni, obbligazioni o altre tipologie di investimenti di aziende italiane.
4. Vendere le proprietà immobiliari.

Abbiamo ripetutamente elencato i pericoli disastrosi dell’uscita dell’Italia dall’euro, che, comunque, vogliamo ricordare.

Il debito pubblico è di circa 2.300 miliardi di euro nei confronti di creditori di varia natura (privati, imprese, banche, Stati esteri). Nei soli confronti della BCE c’è un’esposizione per 344 miliardi di euro.
Non appena si diffondesse la notizia (se non prima), banche, assicurazioni, fondi, ecc., venderebbero i propri titoli pubblici. Lo spread BTP/BUND salirebbe alle stelle.
Lo Stato dovrebbe emettere titoli a elevato interesse, aumentando il debito pubblico, e dovrebbe ricorre a drastiche misure di taglio della spesa pubblica con effetti, in particolare, sulla sanita’, sul sistema assistenziale e previdenziale.
Le banche, per acquisire liquidita’, non potendo rifornirsi dalla BCE, dovrebbero ricorrere al mercato o dichiarare fallimento. Le imprese seguirebbero la sorte delle banche. Insomma, economia in picchiata e famiglie immiserite.

Abbiamo ricordato cosa succederebbe, nel caso che l’Italia uscisse dall’euro, perché un esponente di primo piano del M5S, Luigi Di Maio, si è dichiarato favorevole al “referendum sull’euro”.  Lo stesso Di Maio si dichiara pronto a governare la “Terza Repubblica”.
Aggiungiamo un particolare: Di Maio governerebbe su un cumulo di macerie.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.