Facebook: il mondo di mezzo, parte seconda

Continua la nostra dimostrazione sul fatto che non sempre i Social Network sono una cosa buona.

Riprendiamo il ragionamento da dove l’abbiamo lasciato ieri e guardiamo alle origini di Facebook perchè il tumore si annida proprio lì.

Una volta c’erano i forum,faccio due esempi su tutti in Italia che esistono ancora oggi, anche se non sono più di moda: Al Femminile e Amando.

Ci si iscriveva in maniera anonima, con un nick e una foto di fantasia senza dati personali, quindi c’era uguaglianza.

L’unica vera regola era che essendo proibiti i multinick si poteva avere un solo profilo.

Un programmino semplice semplice controllava l’indirizzo IP per impedire che due profili avessero lo stesso indirizzo.

Una moderazione ferrea poi impediva le risse tra gli utenti che se espulsi, bannati era il termine tecnico, non potevano rientrare con un nuovo profilo.

Ma poi sono arrivate le nanotecnologie , gli smartphone hanno sostituito i pc fissi e il controllo è diventato impossibile.

Non sto parlando della preistoria ma solo di sei o sette anni fa.

A questo punto è arrivato Facebook, che offriva delle enormi potenzialità e si è preso il banco.

Come un tumore maligno ha divorato tutto e tutti intorno e quello che non poteva divorare crescendo se l’è comperato, ad esempio Instagram.

Nel frattempo però vi si era anche annidato il virus più letale per l’uomo, l’avidità e in un mondo dove la gente mette la diossina nelle mozzarelle per guadagnare può accadere di tutto: la bomba si è armata.

Facebook è diventato molto più invadente, ha iniziato a spiare la gente, con la scusa di offrirti un servizio migliore si impadroniva di sempre maggiori dati, in particolare il telefono, perchè con la tecnologia Gps se hai il numero di telefono oggi hai anche l’indirizzo, i percorsi e le abitudini di una persona.

Un algoritmo potentissimo si è impadronito delle nostre vite e abbiamo messo tutti un braccialetto elettronico anche senza saperlo o volerlo.

 Oggi Facebook ti saluta quasi giornalmente, ti dice il tempo che fa nella tua città, ti offre i prodotti di cui hai bisogno, ti suggerisce gli amici e ti manda un messaggio sul cellulare se qualcuno di questi scrive una qualsiasi scemenza in un post: non oso nemmeno pensare cosa potrà fare domani con il progredire della tecnologia.

Qualcuno potrà anche vedere tutto questo come una cosa buona, innocua e simpatica e in fondo sarei anche tentato di dargli ragione se non fosse che la medaglia ha un rovescio terribile.

Mi sono dilungato troppo per cui domani parleremo di questo rovescio e porteremo la prova che quanto scrivo è tutto vero.

Continua…


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo