Facebook: il mondo di mezzo, parte terza

Facebook, un giro di affari che non regala nulla a nessuno, al contrario di quello che si potrebbe pensare.

Veniamo dunque al rovescio della medaglia e alle prove: iniziamo con una citazione.

“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus” che tradotto dal latino significa ” la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo solo nudi nomi”.

Senza addentrarci in complicate spiegazioni diciamo che questa è la frase con cui Umberto Eco chiuse il suo romanzo più celebre, il Nome della rosa.

Il grande maestro aveva visto uno dei pericoli dei social e aveva scritto : “i social danno la parola a legioni di imbecilli che altrimenti starebbero zitti ecc. ecc.” il che se da una parte è vero, dall’altra contribuisce a nascondere la vera insidia, come l’esca nasconde l’amo al pesce.

Oggi le persone che credono che qualcuno possa regalarti qualcosa sono poche, come quelli che credono al gioco delle tre carte, anche se esistono ancora in numero significativo.

Facebook è una piattaforma enorme che per stare in piedi necessita di enormi risorse che ovviamente non possono essere messe gratuitamente a disposizione della signora Maria o del signor Giovanni per far loro raccontare quante volte al giorno vanno in bagno.

Non solo quindi bisogna trovare i soldi per gestirla ma anche quelli che assicurino un sacrosanto guadagno a quella che è, a tutti gli effetti, una gigantesca operazione commerciale.

Questi soldi vengono dalle aziende sotto forma di investimenti pubblicitari, che hanno un valore maggiore o minore a secondo del numero degli utenti e dei contatti.

Fino a qui tutto lecito ma poi subentra l’avidità e scatta la truffa.

Truffa alle aziende che comunque perderanno solo un po’ di soldi, truffa agli utenti che potrebbero, nel peggiore dei casi, perdere anche la vita e vi assicuro che non sto affatto esagerando.

Per aumentare artificialmente gli utenti e quindi i soldi si vietano a parole i profili falsi ma di fatto li si incoraggia rendendo inefficaci i controlli, per cui se è la regola che le persone normali abbiano due o più profili il risultato è che nelle maglie larghe dell’assenza di leggi si può infilare di tutto, dai mitomani ai truffatori ai terroristi ai fanatici e ai plagiatori e sopratutto, quelli che preoccupano di più, gli squilibrati.

Mi sono dilungato ancora troppo in un argomento che richiederebbe un libro per essere affrontato con un minimo di costrutto. per cui la prova domani e le conclusioni poi ai lettori perchè ho già perso troppo tempo per parlare di un criminale che a mio parere dovrebbe stare in galera.

Altro che scuse!

Continua…

Leggi le puntate precedenti: 

Datagate Facebook: un tumore maligno che ci portiamo dentro da tempo

Cancellarsi da Facebook: #deletefacebook e #boycottfacebook virali

Facebook: il mondo di mezzo, parte prima

Facebook: il mondo di mezzo, parte seconda

 


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo