Fake news sulle file ai Caf per richiedere il “reddito di cittadinanza”

Una fake news ideata solo per screditare le promesse dei Cinquestelle.

Dopo lo spoglio elettorale del 04/03/18 che ha visto come primo partito eletto il Movimento 5 stelle a Bari, Giovinazzo, Potenza, Palermo: decine di richieste sulla proposta del reddito di cittadinanza del momento sarebbero state fatte ai Caf e ai job center, ma la legge non c’è. I singoli episodi sono diventati una speculazione elettorale per attaccare i Cinque Stelle. In Puglia hanno improvvisato un’inchiesta sulla “fake news”. Avrebbero avuto una età compresa fra i 30 e i 45 anni le persone – una cinquantina – che si sono recate al job center di Porta Futuro a Bari da martedì per richiedere i moduli per accedere al Reddito di cittadinanza promesso dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale. Situazione che si è ripetuta nei Caf di Giovinazzo (Bari), a Potenza e a Palermo. Una funzionaria di Porta Futuro a Bari ha detto che le persone che si sono presentate erano persone giovani, semplici, che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Dopo aver spiegato che non esiste, al momento, il «reddito di cittadinanza», la funzionaria ha suggerito di usare gli strumenti esistenti come il reddito di inclusione e, in Puglia, il «reddito di dignità», anche se questi sussidi contro la povertà «assoluta» e riguardano le famiglie numerose e poverissime, non i precari. Il «reddito» immaginato dai Cinque Stelle, invece, si rivolge a questi «invisibili», e a molti altri. Per questo riscuote interesse. «Vengono in tanti – ha detto un operatore del Caf di piazza Marina a Palermo – anche migranti». All’entrata dell’Ente Nazionale di Assistenza Sociale ai Cittadini è stato esposto un cartello, in italiano e in arabo, “in questo Caf non si fanno pratiche per il reddito di cittadinanza». In rete gira un modulo farlocco con il logo Inps e la scritta «Nun Teng Genio e Fatica», probabilmente creato per sbugiardare i Cinque Stelle.

Fake news reddito di cittadinanza

Per i cinquestelle tutto questo non è altro di “una nuova bufala” lanciata “da politici e giornali”. La notizia è apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno, poi è stata ripresa dall’edizione locale di Repubblica, rilanciata da Radio Capital. Dalle dichiarazioni emerge in realtà una relativa tranquillità: le domande ci sono state, ma non file oceaniche di persone che chiedevano il reddito di cittadinanza. I Cinque Stelle hanno parlato con Franco Lacarra, direttore di «Porta Futuro» che ha confermato: «Non c’è stato alcun assalto». «Vogliamo chiarire che tutto ciò è normale – si legge sul facebook dell’ente – succede ogni volta che vengono divulgate notizie rilevanti per le politiche del lavoro».

 

Chiarezza fatta dai 5 stelle

Gli episodi, pur accaduti a quanto pare, si spiegano con il normale afflusso di persone che fanno richiesta dell’Isee (l’indicatore della situazione economica) per ottenere il «reddito di inclusione», è probabile che ne abbiano approfittato per chiedere informazioni sulla proposta del momento. «Spesso si fa confusione: c’è chi viene a chiedere il reddito di cittadinanza, ma intende “reddito di inclusione”, una misura che esiste già» ha confermato un operatore di un Caf di Salerno. La confusione è l’esito delle formule confusionarie, prodotte negli ultimi tre anni sia a livello centrale che locale. Il caso conferma la centralità del reddito, ma purtroppo anche la cornice in cui è stato recepito: i meridionali avrebbero votato M5S per la misura assistenzialistica.

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.