Fascino eterno dei cimiteri storici d’Italia, da Genova a Napoli i capolavori a cielo aperto

I cimiteri possono essere anche meta di turisti per la storia che racchiudono e per i personaggi famosi che ospitano: vediamo quali sono i capolavori a cielo aperto in Italia.

Le città non sono rappresentate soltanto dal caos di auto e clacson, da cellulari alla mano e dagli affanni quotidiani. Le città sono rappresentante anchedall’aria rarefatta dei morti che nei cimiteri conservano la propria pace con i rumori che si fanno più sordi, con i silenzi che svuotano la mente e rallentano il respiro.

I cimiteri non sono solo luoghi di tristezza e di pianti ma anche luoghi di fascino eterno molto spesso tappe irrununciabili di tour, i cimiteri spesso sono mete ideali per viaggi nella profondità dell’anima, nella memoria e nella tradizione.

In Italia i cimiteri che potenzialmente potrebbero essere di interesse turistico sono 192, 90 di questi già rappresentano un’attrazione e 18 fanno parte dell’Asce, la rete europea che si impegna per la valorizzazione dei cimiteri.

I cimiteri capolavori d’Italia

Con i suoi 300mila metri quadrati troviamo il cimitero di Genova il Monumentale Staglieno. Ernest Hemingway lo defini “una delle meraviglie del mondo” mentre Mark Twain in un suo libro ne descrisse tombe e figure scolpite. I Joy Division, icone del post punk, scelsero il monumento della famiglia Appiani per la copertina di un loro album, Closer, del 1980.

Nel cimitero di Genova riposano molti protagonisti del Risorgimento: Giuseppe Mazzini e

Cimitero del Verano Roma

Nino Bixio in primis ma il cimitero è meta di turismo per la lapide di Fabrizio De Andrè.

Il cimitero La Certosa di Bologna, ai piedi del colle della Guardia, ospita un altro compianto della musica, Lucio Dalla: la sagama di bronzo dell’artista con cappello, bastone e clarinetto è inconfondibile. Sulla lapide del cantante le parole del brano “Cara”. Poco lontano la lapide di Giosuè Carduccim del pittore Giorgio Morandi, del cantante lirico Farinelli e del pianista OttorinoResighi

Il cimitero di Venezia pluriconfessionale di San Michele, invece, è unico nel suo genere: realizzato  a inizio 800 con l’unione di 2 isolotti con un muro di cinta in mattonato rosso.

Il Monumentale di Milano che mischia diversi stili architettonici ospita milanesi illustri come Alessandro Manzoni, Carlo Catteneo, Alda Merini, Franca Rame, Vincenzo Jannacci, Giorgio Gaber.

 Il Monumentale di Torino, invece, con 12 chilometri di porticati con fregi e sculture è un vero e proprio museo a cielo aperto. Il cimitero di Torino ospita Edmondo De Amicis, Primo Levi, Fred Buscaglione, quasi tutti i calciatori del Grande Torino vittime dell’incidente aereo del 4 maggio 1949 (che costò la vita a 31 persone).

A Roma troviamo il cimitero del Verano dove hanno trovato sepoltura Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Gabriella Ferri e Rino Gaetano.

Merita di essere menzionato anche il cimitero di Santa Maria del Pianto di Napoli, impostato come una villa Classica ospita il tenore Enrico Caruso, Eduardo Scarpetta, Nino Taranto, Totò (Antonio di Curtis nella cappella in cui alloggia vi è una lapide con incisa la poesia “a Livella”).

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Redazione

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