Fattura elettronica: minimi e forfettari, ecco le regole per la conservazione

La conservazione delle fatture elettroniche d’acquisto ricevute dai titolari di partita IVA in regime dei minimi e forfettari. Ecco tutte le novità

L’Agenzia dell’Entrate con la pubblicazione delle FAQ in data 28 novembre 2018 ha chiarito alcuni punti alla conservazione delle fatture elettroniche e nello specifico la conservazione delle fatture elettroniche d’acquisto ricevute dai titolari di partita IVA in regime dei minimi e forfettari.

Fattura elettronica: come conservarle per minimi e forfettari

La normativa prevede che i minimi e i forfettari non hanno l’obbligo di conservare le fatture d’acquisto ricevute, ma è da discriminante la comunicazione del codice destinatario o l’indirizzo PEC per riceverle tramite il SdI.

Dal 1° gennaio 2019, come sappiamo, entrerà in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica per tutti coloro che sono titolari della Partita IVA, e sono tenuti ad emettere fattura verso tutti i consumatori finali, quindi anche dei titolari di Partita IVA in regime dei minimi o forfettario. Quindi, anche, nei confronti di questi ultimi soggetti, come accade per i consumatori finali, bisogna consegnare una copia della fattura in formato analogico o elettronico, a meno che il cliente non rinunci.

Nel caso in cui, quindi, il contribuente in regime dei minimi o forfettario non comunichi il proprio indirizzo PEC e codice destinatario, tale soggetto è obbligato solo alla conservazione analogica e non digitale.

Invece, se il soggetto comunica l’indirizzo PEC e il codice destinatario per la ricezione delle fatture elettroniche, è anche obbligato alla conservazione digitale delle fatture d’acquisto.

Tutto ciò si evince dai chiarimenti al riguardo della conservazione delle fatture elettroniche da parte dell’Agenzia dell’Entrate con la pubblicazione delle FAQ  in data 28 novembre 2018.I

Fattura elettronica per minimi e forfettari: ecco le regole per la conservazione

I soggetti con partita Iva in regime di minimi o forfettari non sono obbligati alla conservazione digitale delle fatture elettroniche nel caso in cui non ha comunicato l’indirizzo PEC e il codice destinataria del SdI.

I titolari di partita IVA in regime dei minimi e forfettari sono considerati, dagli operatori IVA che hanno l’obbligo di emettere fatture elettroniche, come un consumatore finale. Quindi i fornitori sono tenuti a consegnare una copia della fattura elettronica in formato analogico o elettronico.

Anche se i minimi e i forfettari non hanno l’obbligo di emissione della fattura elettronica, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2019, hanno invece l’obbligo di attenersi a delle regole specifiche per la conservazione delle ricevute d’acquisto.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i minimi e i forfettari hanno la facoltà di decidere di ricevere le fatture elettroniche di acquisto tramite il Sdi comunicando loro un indirizzo PEC o codice destinatario. In questo caso hanno l’obbligo di conservare le fatture d’acquisto in modo digitale.

Ricordiamo, che l’Agenzia dell’Entrate ha istituito un servizio completamente gratis per la conservazione delle fatture d’acquisto, ma c’è anche la possibilità di usufruire dei servizi forniti dai vari provider a pagamento.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.