Ferie non godute: cosa sono e quando si possono monetizzare?

Le ferie o i permessi non goduti sono giorni accumulati dal lavoratore durante l’anno. In alcuni casi la legge consente di monetizzarli.

Le ferie o i permessi non goduti sono giorni accumulati dal lavoratore durante l’anno. I datori sono obbligati a consentire le ferie ai propri dipendenti. In alcuni casi, però, la legge consente di monetizzare quelle non godute.

Il diritto di ogni lavoratore

Il diritto del lavoratore al godimento delle ferie è sancito dall’art. 2109 del Codice Civile. Secondo quest’ultimo è previsto che, ogni anno, il lavoratore ha diritto a un minimo di 4 settimane di riposo. Il datore di lavoro, quindi, non può vietare o impedire al proprio dipendente di godere di questo diritto e, a sua volta, il lavoratore non può rifiutarle. Non è, infatti, possibile proporre al proprio datore di barattare le ferie con somme di denaro o, al contrario, il dipendente non può accettare una tale proposta dal datore. Ci sono alcuni casi, però, in cui le ferie possano essere sostituite dalla cosiddetta indennità sostitutiva.

Il numero di giorni di vacanza che spettano ad ogni lavoratore, infatti, può variare a seconda del CCNL ma non può essere minore rispetto a quello stabilito dalla legge. Inoltre, di queste 4 settimane, 2 devono essere godute entro l’anno di maturazione, mentre le restanti entro i 18 mesi successivi. Passati questi, le ferie residue sono perse e non possono essere sostituite da indennità.

Ferie non godute: cosa succede?

Se il lavoratore non riesce a fruire dei giorni che gli spettano cosa succede? Li perde o può usufruirne successivamente?

Quelli maturate ma non goduti possono essere fruiti dal lavoratore, come già detto, entro 18 mesi successivi all’anno di maturazione. Trascorso questo arco di tempo, i giorni di ferie verranno accantonati e non potranno più essere richiesti al proprio datore di lavoro.

I giorni maturati ma non goduti non vengono sempre persi. E’, infatti, possibile beneficiare della monetizzazione delle ferie, in quanto la legge riconosce il diritto all’indennità sostitutiva solo, però, in determinati casi.

Ferie e permessi non goduti: quando si possono monetizzare?

Come abbiamo detto, ci sono determinati casi in cui le ferie non sono perse e possono essere pagate.

  • dipendente a tempo determinato: se la durata del contratto è inferiore a un anno, il lavoratore può rinunciare alle ferie e chiedere al datore di lavoro di accreditargliele una volta che il contratto è giunto a scadenza;
  • dipendente a tempo indeterminato: i giorni maturati durante l’anno e nei 18 mesi precedenti vengono pagati in caso di scioglimento del contratto di lavoro;
  • quando il CCNL prevede periodi di ferie di durata superiore alle 4 settimane. In questo caso il dipendente può chiedere l’indennità sostitutiva se viene superata la durata stabilita dalla legge.

Il discorso è differente per i permessi. Infatti, la normativa vigente prevede che quelli maturati e non goduti dal lavoratore entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di maturazione, debbano essere pagati dal datore di lavoro.

 

ferie aziendali


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.