Ferie non godute: se il lavoratore rinuncia viene pagato?

Cosa succede alle ferie non godute? Vengono pagate, si perdono o cosa? I chiarimenti nella sentenza n. 1/20 sez. Unica Tar della Valle d’Aosta.

Le ferie non godute, rappresentano per il lavoratore la rinuncia a un diritto riconosciuto dall’articolo 36 della Costituzione Italiana, e disciplinato dall’articolo 10 D.lgs. n. 66/2003. La Corte di Giustizia europea, nelle cause C-619/16 e C-684/16 ha stabilito che ai lavoratori spettano 4 settimane di ferie con cadenza annuale. Il lavoratore ha diritto di disporre di due settimane di ferie nell’arco dell’anno solare, le restanti nei 18 mesi successivi. Nei contratti collettivi è possibile variare le disposizioni relative alle ferie, tuttavia anche in virtù ordini diversi al lavoratore spetta la ripresa dell’equilibrio psicofisico.

Ferie non godute: le eccezioni

Le ferie raffigurano un periodo di tempo di riposo, necessario per la ripresa fisica e mentale del lavoratore, e per poter riscattare i rapporti familiari, per questa la normativa stabilisce la fruizione delle ferie da parte del lavoratore, ma non la monetizzazione, ciò vuol dire che il dipendente non può rinunciare alle ferie in sostituzione di un’indennità. Tuttavia, esistono delle eccezioni con le quali il lavoratore può riceve un’indennità come compensazione delle ferie, ad esempio, come:

  • fine del rapporto di lavoro;
  • nel caso in cui il contratto stipulato abbia una durata inferiore a un anno solare;
  • se il lavoratore deve recuperare delle ferie extra, riconosciute dalla normativa.

 La domanda che ci viene posta frequentemente è cosa succede alle ferie non godute? Vengono pagate, si perdono o cosa? In linea generale dipende dai casi, tuttavia possono finire nel tramutare in un’indennità alla fine del rapporto di lavoro.

Ferie non godute: il datore di lavoro deve dimostrare la volontà del lavoratore

La Corte di Giustizia europea, nelle cause C-619/16 e C-684/16, si è espressa in modo diverso, sui casi in cui il lavoratore non eserciti il diritto delle ferie, e sia lui ad astenersi dal fruire dalle ferie. I principi delle sentenze emesse dalla giurisprudenza europea sono stati richiamati anche dal Tar della Valle D’Aosta che si è espresso nel merito delle ferie non godute, specificando i casi in cui si perdono.

Secondo la sentenza n. 1/20 sez. Unica emessa dal Tar della Valle d’Aosta, le ferie non godute si perdono quando il lavoratore non le utilizza di proposito. Nello specifico, il datore di lavoro deve verificare che il lavoratore rinunci di propria volontà alla fruizione delle ferie, pur messo nella posizione di poterle utilizzare per poter beneficiare delle giornate di riposto, così come stabilito dalla normativa europea e dalla Costituzione italiana. Nello stesso tempo, il datore di lavoro non può imporre l’uso delle ferie al lavoratore, ma deve dimostrare che il lavoratore in piena libertà e cognizione non ha voluto fruire delle ferie retribuite. In sostanza, il lavoratore perde le ferie non godute, quando il datore di lavoro concede l’uso dei giorni di riposo, ma il dipendente per sua espressa volontà non ne usufruisce.

Il datore di lavoro per legge deve concedere le ferie al lavoratore, e inoltre, deve comunicare al dipendente la parte di ferie non utilizzate. Ciò vuol dire, che il datore di lavoro in tutta trasparenza dovrebbe avvisare il lavoratore della presenza di giorni di ferie retribuiti, indicando espressamente che la mancata fruizione porta alla perdita delle ferie non godute.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein