Figli a carico, cambia il limite di reddito, fino a 4000 euro

Cambia il limite di reddito per considerare i figli a carico, da 2.840,51 passa a 4.000 valido per under 24, ecco tutte le novità.

Figli a carico dal 1° gennaio 2019 si innalza da 2.840,51 euro a 4.000 euro il limite di reddito complessivo per considerare i figli fiscalmente a carico.

Le novità sono contenute nella Legge di Bilancio 2018, la nuova soglia rileverà solamente per i figli under 24 e dal 1° gennaio 2019. Secondo le stime del Ministero dell’Economia, a beneficiare dell’aumento del tetto di reddito saranno circa 132mila contribuenti.

Ricordiamo che ad oggi è possibile beneficiare della detrazione fiscale del resto dei familiari a carico, soltanto in caso di reddito annuo complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

Un limite che ha fatto molto discutere e considerato troppo restrittivo. Portare il limite a 4.000 euro, può essere molto utile per aiutare le famiglie a beneficiare ancora delle detrazioni anche se i figli svolgono ad esempio, un lavoro part-time.

Si sperava in un innalzamento a 5.000 euro, ma le risorse non lo permettono.

Figli a carico e limiti di reddito 2018

Ricordiamo che ad oggi, sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2016 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, vanno computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98);
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (art. 1, commi da 54 a 89, legge 23 dicembre 2014, n. 190).

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi, pertanto, ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne..

Le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito, quindi chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

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Fonte: Agenzia delle Entrate; Istruzioni per la compilazione del 730

Redazione NotizieOra

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