Puoi baciare lo Sposo: una commedia per abbattere pregiudizi e stereotipi sulle unioni civili

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06/03/2018

Una commedia esilarante con un tema forte “la unioni civili”

Puoi baciare lo Sposo: una commedia per abbattere pregiudizi e stereotipi sulle unioni civili

Puoi baciare lo sposo è la nuova commedia di Alessandro Genovesi, tratta dal musical di Broadway My Big Gay Italian Wedding. Lo spettacolo è stato adattato per in un film adatto ai gusti del pubblico italiano mainstream. Anche se il film tratta di un argomento delicato come le unioni civili è molto divertente, solitamente questo tema il grande pubblico lo conosce solo superficialmente per le battaglie mediatiche che hanno preceduto l’approvazione della storica Legge Cirinnà.

La trama

Nel film Antonio (Cristiano Caccamo) e il compagno Paolo (Salvatore Esposito) sono due ragazzi italiani che convivono a Berlino. Antonio chiede a Paolo di sposarlo e decidono di tornare in Italia per informare le due famiglie ignare di tutto. La famiglia di Antonio vive nel paesino di Civita di Bagnoregio, dove il padre Roberto (Diego Abatantuono) fa il sindaco pro migranti e la madre Anna (Monica Guerritore) si occupa della casa. Con i due ragazzi partono anche la loro bizzarra amica Benedetta (Diana Del Bufalo) e il nuovo coinquilino autista di pullman Donato (Dino Abbrescia). Ma la famiglia all’annuncio del matrimonio reagisce in modo inaspettato, il papà Roberto si opporrà. Oltre a questo la coppia dovrà affrontare anche altri ostacoli, tra la madre di Paolo che non gli parla più da quando si è dichiarato, l’ex fidanzata stalker di Antonio che non si rassegna, e la preparazione della cerimonia affidata al famoso wedding planner televisivo Enzo Miccio.


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Il tema “Le unioni civili”

Questa commedia abbandona tutta una serie di stereotipi per presentare la “normalità” di una coppia omosessuale che decide di “sposarsi”. Sì perché è al grande pubblico, quello “lontano” da certi argomenti e spesso pieno di pregiudizi, che questo film si rivolge, cercando di dimostrare che a guardare bene, le dinamiche all’interno di una coppia gay non hanno nulla di diverso da quelle di una coppia eterosessuale, matrimonio compreso. Ed è questo il valore aggiunto del film, vale a dire il riuscire ad introdurre tematiche importanti come le unioni civili, ricorrendo all’utilizzo delle risate, dato che la commedia è l’unico genere che gli italiani vanno a vedere.

Diego Abatantuono e l’ipocrisia degli italiani

Per non lasciare niente al caso, gli sceneggiatori, Genovesi e Bognetti, hanno avuto il supporto di Francesca Vecchioni di Diversity, l’associazione che si occupa della rappresentazione responsabile delle persone LGBTI (insieme a rappresentanti dell’AGEDO, l’associazione dei genitori degli omosessuali). Il tema primario che infatti affronta il film di Genovesi, è proprio quello atavico dell’accettazione, che spesso urta con l’ipocrisia come nel caso del personaggio, interpretato come sempre in modo coniabile da Diego Abatantuono: un sindaco “progressista” che ha portato in paese dei migranti (subendo pesanti critiche dai suoi assessori), ma che non accetta di unire civilmente il proprio figlio, nonostante in cuor suo conosca da sempre la sua omosessualità, sin da quando il piccolo Antonio frequentava i corsi di ginnastica artistica. Al papà si contrappone la mamma di Antonio, interpretata da una grande Monica Guerritore, specchio di tutti quei genitori che amano i propri figli e li sostengono anche se “diversi”, arrivando addirittura a minacciare il marito di divorzio.

L’inedito Salvatore Esposito e il personaggio di Dino Abbrescia

La coppia simpatica e abbastanza affiatata di protagonisti, formata dal indeciso Antonio di Cristiano Caccamo (con quel “Ti amo” che non riesce a dire al compagno) e da Salvatore Esposito negli inediti panni dell’affettuoso bear gay Paolo, quanto di più lontano dal feroce Genny di Gomorra a cui siamo abituati che però già dopo pochi minuti ci si dimentica del suo alter ego, e questo è sicuramente un pregio. Ottimi anche i comprimari, con la stralunata amica Diana Del Bufalo, la ex fidanzata assillante Beatrice Arnera, il frate “illuminato” Antonio Catania che si offre di sposare i due ragazzi in una chiesa sconsacrata ispirandosi a Papa Francesco e soprattutto l’irrisolto autista Donato, interpretato da un bravissimo Dino Abbrescia, vero personaggio comico del film che apre una finestrella anche su un’altra importante tematica come quella della transizione. Tutti ingredienti che fanno di Puoi baciare lo sposo un film apripista per una definitiva accettazione da parte degli italiani di un qualcosa apparentemente diverso, perché si possono mandare messaggi importanti anche riuscendo a divertire con leggerezza.


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Trailer ufficiale

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