La storia della signora dello zoo di Varsavia in onda su canale 5

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10/02/2020

La signora dello zoo di Varsavia è un film del 2017 tratto da un romanzo che narra di una storia vera di coraggio. Ecco alcune curiosità.

La storia della signora dello zoo di Varsavia in onda su canale 5

Domani in prima serata andrà in onda il film del 2017 dal titolo “La signora dello zoo di Varsavia”, film che parla di una donna e di suo marito che nella Polonia del 1939, appena invasa dai nazisti, riescono a salvare molti ebrei dalla furia nazista usando come copertura il loro grande zoo ed i loro animali. Si tratta di una storia realmente accaduta e raccontata nel libro “Gli ebrei dello zoo di Varsavia”, scritto da Diane Ackrman  e che si basa sui diari della stessa protagonista, nella quale emerge anche la forte astuzia della “signora” nell’aiutare gli ebrei e nel non rischiare la pelle. Non vogliamo soffermarci sulla trama, ormai conosciuta, ma sulla vera storia che si cela dietro il libro ed il film.

Tutta la verita della storia “La signora dello zoo di Vasarvia”

Iniziamo dai due eroi e protagonisti della vicenda: i loro nomi sono Jan e Antonina Zabinski, rispettivamente zoologo e zootecnico lui e insegnante di arte e di musica lei.

I due coniugi si occuparono dello zoo di Varsavia dal 1939 fino al 1945, e in particolare il marito di Antonina faceva parte della resistenza polacca e grazie al suo ruolo di prestigio aiutò tanti ebrei ad uscire dal ghetto di Varsavia.

Inoltre, il marito della nostra “signora” creò anche delle bombe, delle armi e riuscì anche ad avvelenare la carne destinata ai nazisti e deragliarne i treni.

Dall’altra parte, Antonina aiutò il marito come poteva e fu sempre dalla parte dei deboli, nascondendo gli ebrei nel loro zoo, procurando loro del cibo, tutto l’aiuto sanitario possibile e documenti falsi.


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La storia è questa: lo zoo fu bombardato e fu costretto a chiudere, ma i due coniugi riuscirono a mantenerlo dichiarando di convertirlo in un allevamento di bovini.

Con questa scusa poterono far nascondere nelle gabbie e nei diversi recinti destinati agli animali ben 300 ebrei, e permettendo a quest’ultimi di lasciare la Polonia e di arrivare in zone più sicure.

Con la scusa di andare a prendere delle scorte per gli animali, il signor Jan caricava nel suo furgono gli ebrei da salvare.

La coppia fu aiutata anche dal loro piccolo figlio di nome Ryszard, che nel film muore ma nella realtà no, e riuscì grazie al suo prestigio a non destare sospetti nei nazisti.

Antonina era in grado di comunicare con gli ebrei che nascondeva non solo nello zoo, ma anche a casa sua, attraverso il pianoforte: suonando una canzone più rilassante comunicava loro di poter uscire dal nascondiglio, mentre con una canzone più drammatica, caotica, comunicava loro di doversi nascondere perché erano in pericolo.

Un’altra cosa molto curiosa ed interessante era che Antonina chiamava gli ebrei che ospitava con i nomi degli animali per non farsi scoprire: c’è da dire che spesso il parco era meta di visita dei nazisti.

E tutto questo per ben 3 anni, dove persero la vita solo due donne.

Poi, c’è il personaggio di Lutz Heck, zoologo tedesco e membro delle SS che nel film fa una spietata corte ad Antonina, la quale alla fine cede per non destare sospetti.

Sappiamo che aveva il compito di eliminare tutti gli animali definiti degenerati da parte dei nazisti e lavorava per riportare in vita quegli animali definiti puro sangue.

Lutz Heck nella storia vera fu collega di Jan e per quanto riguarda la sua infatuazione nei confronti di Antonina, sappiamo che quest’ultima le ricordava una donna che aveva tanto amato.


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Infine, Jan fu arrestato, ma poi rilasciato dai tedeschi e, come si vede nel film, alcuni animali dello zoo davvero furono uccisi dai nazisti.

Dopo la guerra, lo zoo riprese la sua vita nel 1949, e ritornò alla sua situazione di splendore iniziale solo nel  1989, quando ormai i suoi padroni eroi erano gia morti: Antonina nel 1971 e Jan nel 1974.

Quest’ultimi vennero nominati giusti tra i giusti, oltre ai tanti altri riconoscimenti che ricevettero.

 

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