Fine del mondo, le profezie dei Maya e di Ezechiele nascondono delle novità

Cos’è la fine del mondo? Quanto di vero c’è nelle profezie delle popolazioni antiche e delle religioni? Cosa dobbiamo aspettarci?

Sentiamo spesso parlare della fine del mondo, i meglio informati fanno ricerche su ricerche e realizzano numerosi studi. Tutti hanno da dire qualcosa, e ci si rifà soprattutto a testi antichi e alle popolazioni che ormai non esistono più. In particolare, vengono prese molto in considerazione quest’ultime perché considerate capaci di prevedere in futuro nel loro luogo primitivo. Ogni profezia ha  qualcosa di allegorico, ma non tutte.

Poi ci siamo noi uomini che cerchiamo di capire, di indagare su quello che abbiamo: chi si rifà alla filosofia, chi alla antropologia, chi alla religione. Ma il punto è sempre quello: quando ci sarà la fine del mondo? Dobbiamo dare credito a quanto ritroviamo nei testi antichi?

Fine del mondo, novità dalla profezia dei Maya e di Ezechiele

Ci sono state tante civiltà nel nostro mondo, ma solo alcune di esse sono arrivate ad elaborare delle  interessanti profezie.

Tra queste profezie ci sono soprattutto quelle che riguardano un’ipotetica fine del mondo per come noi oggi lo intendiamo.

Tra le profezie più interessanti sulla fine del mondo ci sono quella dei Maya e quella dell’Apocalisse.

Cosa dice la profezia Maya sulla fine del mondo?

Facciamo una lezione generale: la civiltà dei Maya si è sviluppata nell’America Centrale ed è riuscita perfino a stabilire una data precisa della fine del mondo.

Tutti la ricordiamo, e la aspettavamo all’epoca: stiamo parlando del 21 dicembre 2012 per poi essere in realtà modificata.

A detta degli studiosi, la data non è stata interpretata bene. Essa doveva, in realtà, coincidere proprio a luglio 2019.

Come fine del mondo non si intendeva. però, lo sterminio di noi tutti, ma il ritrovamento di alcuni pesci morti in un bacino del Giappone.

Ezechiele e il Mar Morto

Arriviamo alla religione e parliamo del profeta ebraico dell’Antico Testamento, Ezechiele, il quale indicava come segno inequivocabile della fine del mondo il ritrovamento di pesci che nuotano nel Mar Morto.

Arriviamo a qualche anno fa, periodo in cui suscitò molto scalpore la fotografia scattata da Noam Bedein, che ritraeva forme di vita nel Mar Morto.

Il fotografo specificò che non si trattava del lago salato in senso stretto, bensì di pesci che sguazzavano tranquillamente in alcune conche d’acqua dolce nei pressi del lago.

Detto questo, ritorniamo alle domanda di prima: c’è un fondo di verità in queste profezie fatte non solo dalle popolazioni antiche ma anche dalla religione?

Eppure, questa della fine del mondo è un argomento che ritroviamo spesso in qualsiasi ambito della conoscenza, dell’arte.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.