730 slitta al 30 settembre per il coronavirus, quali conseguenze?

Il coronavirus fa slittare la data di scadenza del 730 al 30 settembre: vediamo le conseguenze.

Il Coronavirus riscrive anche le scadenze fiscali facendo slittare la scadenza della presentazione del 730 dal 23 luglio al 30 settembre.Il decreto legge che il governo sta approntando che farà slittare la data di scadenza della presentazione del 730, non riguarderà soltanto le zone di allerta rosso, ma tutta la penisola.

730 slitta al 30 settembre

Si sta, quindi, andando incontro alle difficoltà che le imprese e i liberi professionisti stanno affrontando e permettendo loro date più lunghe per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione del 730 precompilato. Le aziende, quindi, avranno tempi più lunghi per la comunicazione dei redditi da lavoro dei dipoendenti ma anche i contribuenti avranno tempi più lunghi per reperire le informazioni relative alle spese detraibili.

Lo slittamento del 730 al 30 settembre anticipa soltanto quello che doveva essere previsto dal 2021 (previsto dal decreto fiscale) ed invece di far partire la novità solo dall’anno venturo il coronavirus impone la novità già a partire dal 2020 facendo slittare di fatto la scadenza dal 23 luglio (come nel 2019) al 30 settembre.

I tecnici, per tranquillizzare i contribuenti, però sottolineano che lo slittamento non provocherà nessun ritardo sugli eventuali rimborsi spettanti.

Il rimborso, infatti, continuerà ad arrivare nella prima retribuzione utile dopo la liquidazione del 730.

Per chi, quindi, presenterà la dichiarazione a maggio la liquidazione del rimborsopotrebbe avvenire già con la retribuzione riferita al mese di giugno o al massimo quella riferita al mese di luglio (a luglio o ad agosto, quindi, come già accadeva nel 2019). Ovviamente per chi presenta il 730 a luglio, agosto o settembre la liquidazione dei rimborsi avverrà più tardi e comunque non oltre la retribuzione di ottobre (a novembre, quindi).

Scadenze consegna CU

Slittano anche le scadenze per corrispondere al dipendente la CU che vedranno come data ultima il 31 marzo per il 2020 e 16 marzo a partire dal 2021.

Anche per la trasmissione dei dati per le spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni vi è uno slittamento: il termine che sarebbe scaduto il 28 febbraio è stato fatto slittare al 31 marzo per l’inserimento dei dati riguardanti ristrutturazioni, interessi passivi dei mutui, tasse universitarie, rette di asili nido ecc…

Tutto questo, ovviamente, ha effetto anche sulla data di disponibilità, per i contribuenti, della dichiarazione precompilata: invece che visibile dal 15 aprile, come inizialmente previsto, la dichiarazione precompilata sarà consultabile solo a partire dal 5 maggio (dal 2021 la data sarà  fissata, però, al 30 aprile).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.