Agenzia Entrate, le domande al Fisco diventano a pagamento? Cos’è la nuova tassa e come funziona

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
14/03/2023

Agenzia Entrate, le domande al Fisco diventano a pagamento? Cos’è la nuova tassa e come funziona

Agenzia delle Entrate, con la manovra di riforma arriva la nuova “tassa sugli interpelli“. Le richieste di chiarimenti sulle procedure e normative rivolte all’amministrazione fiscale diventeranno a pagamento. E saranno sempre più gestite dall’Intelligenza Artificiale. Ecco come funzionerà il nuovo sistema

Riforma fiscale, le informazioni da Agenzia delle Entrate diventano a pagamento

Nella bozza del testo di legge per la riforma del sistema fiscale è contenuta anche una novità che sta facendo discutere. La proposta di passare a pagamento alcune richieste che i contribuenti rivolgeranno all’ente Agenzia delle Entrate per chiedere chiarimenti sulle prassi e sulle normative in materia di procedimenti riguardanti fisco e sistema tributario.

Questo perchè come evidenziato dal governo, c’è sempre più la necessità di smaltire tutte le richieste che sono moltissime ogni anno, ed anche in virtù del fatto di voler risparmiare sul personale dedicato, si sta pensando ad implementare il sistema delle risposte automatiche. I dubbi sulle interpretazioni delle leggi quindi saranno chiariti dietro pagamento anticipato di un contributo. L’importo sarà basato sulla domanda e sul tipo di soggetto che presenta l’istanza di interpello.

Cosa è l’interpello all’Agenzia delle Entrate

L’interpello all’Agenzia delle Entrate è uno strumento molto utilizzato che permette ad intermediari come commercialisti, avvocati fiscalisti ed esperti, ma anche semplici contribuenti, di avere risposte sulle norme e sulle procedure da seguire in materia tributaria.  Le leggi e i decreti applicati sono infatti troppo spesso complicati. Quindi ogni anno sono tantissimi i soggetti che ottengono un responso ufficiale sul quale basarsi per interpretare correttamente una normativa.  Ma anche per chiarire i dubbi su alcune eccezioni previste.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Le risposte alle istanze vengono fornite da consulenti giuridici e da personale specializzato, e sono spesso anche pubblicate online. Questo per dare la possibilità a chiunque si trovi nella stessa situazione di poter accertare la correttezza dei procedimenti. Attualmente queste domande possono essere poste al fisco tramite una semplice PEC o con consegna a mano presso gli uffici terrioriali indirizzate alle direzioni regionali, e la consulenza è gratuita.

Tassa sugli interpelli, le proteste dei commercialisti

All’annuncio di una prossima legge che introdurrà l’istanza di interpello a pagamento si è scatenata la protesta da parte di commercialisti e dell’associazione nazionale forense. La riforma infatti è stata giudicata “Sconcertante” in quanto strumento attualmente indispensabile per l’interpretazione corretta di molte norme tributarie.

Inserire un contributo obbligatorio limiterebbe la certezza del diritto.  E potrebbe portare i contribuenti ad essere limitati nella libertà di informazione su certe procedure. Anche se potrebbe essere giusto limitare le domande restringendole a quelle più necessarie infatti, questo non deve significare che chi ricorre all’utilizzo di questo strumento di pubblica utilità debba essere tassato obbligatoriamente.

Fisco, la novità: domande a pagamento e risposte automatiche

La necessità di introdurre le domande a pagamento va a coprire una necessità da parte del governo e dell’ente fiscale che più volte ha denunciato la troppa mole di lavoro dei consulenti. Secondo la riforma dunque il contributo obbligatorio dovrebbe limitare le istanze restringendole solo a quelle indispensabili. Non solo, come ulteriore restrizione ci sarebbe anche la norma prevista che introdurrà anche la libertà da parte di Agenzia Entrate di non rispondere alle comunicazioni su istanze che sono state già pubblicate.

Lasciando così ai contribuenti e intermediari il lavoro di ricerca degli interpelli precedenti sulle stesse norme. Inoltre, come ultima novità, sarà lasciato sempre più spazio agli operatori di consulenza basati esclusivamente sull’intelligenza artificiale, che forniranno risposte automatiche già predefinite in base agli argomenti. Questo servizio sarà attivo soprattutto nel mese di agosto, quando verrà attivato lo stop a tutti i termini di istanza di interpello. Chi avrà bisogno di chiarimenti in quel periodo dovrà esclusivamente basarsi sullo storico risposte e sulle FAQ già pubblicate dal Fisco.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl