Bonus casa 2022: sconto in fattura e cessione del credito confermati

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05/11/2021

Bonus casa 2022: sconto in fattura e cessione del credito confermati

Bonus casa verso la conferma anche nel prossimo anno. È quanto prevede la discussione in corso sulla legge di bilancio 2022, dopo che la questione è stata vagliata dal governo. La bozza inviata in Parlamento prevede infatti il rinnovo delle due misure, sebbene i benefici risultino minori rispetto a quanto avveniva in precedenza. Sul punto bisognerà vedere come evolverà la discussione parlamentare, ma la conferma rappresenta comunque un passo in avanti rispetto alle ipotesi iniziali.

A venire prorogati saranno in particolare lo sconto in fattura e la cessione del credito. Quest’ultima continuerà a essere possibile anche nel caso in cui il contribuente non ricorra allo sconto del 110%. Il tutto sarà però accompagnato da un forte taglio e depotenziamento all’entità dei bonus edilizi. Ma procediamo con ordine e facciamo innanzitutto il punto della situazione a oggi. Ricordando che una linea definitiva potrà essere tracciata solo quanto la finanziaria troverà l’approvazione definitiva (entro il prossimo 31 dicembre 2021).


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Bonus casa 2022: ecco quali sono gli interventi proposti dal governo nella manovra di fine anno

Tenendo presente la conferma dello sconto in fattura e della cessione del credito, dal prossimo anno cambieranno alcuni parametri importanti per coloro che desiderano usufruire dei bonus edilizi. In particolare, occorrerà tenere presenti due limitazioni. La prima riguarda la possibilità di ricorrere allo sconto in fattura o alla cessione del credito solo per il Superbonus al 110%.

La seconda vede la riclassificazione al ribasso del bonus facciate, che sarà prorogato al 60% nel corso del 2022. Ci sarà invece più tempo per utilizzare pienamente il super eco bonus e il super sisma bonus. Quest’ultimi scenderanno al 70% nel corso del 2024 e al 65% nel corso del 2025. Viene invece confermata l’agevolazione del superbonus al 110% per le case indipendenti, ma solo fino al 30 giugno 2022.

La proroga si estende al 31 dicembre 2022 solo per quegli immobili che hanno inviato in Comune la Cila entro lo scorso 30 settembre e che rappresentano la prima casa per famiglie con un Isee inferiore a 25mila euro. Si tratta di condizioni molto stringenti e che hanno destato non poche perplessità e critiche nel settore, considerando che restringono fortemente la platea dei potenziali beneficiari.

Le critiche sulle agevolazioni edilizie in arrivo da Confedilizia

Sulle scelte al ribasso dell’esecutivo sono piovute le critiche degli operatori del settore edilizio. A esprimere il proprio dissenso è stata, in particolare, Confedilizia. All’interno di un comunicato rilasciato negli scorsi giorni l’associazione ha parlato di una legge di bilancio 2022 molto deludente.
“Non solo, infatti, non contiene alcuna riduzione del gravoso carico di tassazione sugli immobili, ma opera una vera e propria decimazione del sistema d’incentivi per gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio. Un sistema, peraltro, unanimemente riconosciuto come indispensabile volano di crescita economica”, spiega il presidente Giorgio Spaziani Testa.


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Gli altri bonus casa disponibili nel 2022: le prospettive con la legge di bilancio

Restano comunque confermati diversi benefici per coloro che hanno intenzione di effettuare dei lavori di ristrutturazione nel corso del 2022. Tra i provvedimenti che risulteranno ancora disponibili ci sono il tradizionale bonus ristrutturazioni, che consente uno sgravio del 50%. Vi è poi l’ecobonus volto a garantire l’efficientamento energetico, che può arrivare per i condomini fino al 75%.

È chiaro che il percorso scelto dal governo è quello di riportare gradualmente le agevolazioni destinate alle ristrutturazioni edilizie verso la situazione in essere nel periodo precedente la pandemia. Verrebbero confermate le misure di recupero del patrimonio edilizio e di efficientamento energetico, oltre a quelle antisismiche. I vantaggi del nuovo superbonus dovrebbero quindi diluirsi fino a diventare nulli, anche considerando i nuovi vincoli per il ricorso alla misura.