Bonus casa e sconto al 110%: si punta ad allungarlo fino al 2022, le ultime news

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05/06/2020

Bonus casa e sconto del 110%, la maggioranza spinge all’allungamento fino al 31 dicembre 2022 includendo anche le seconde case e gli hotel, le ultime news.

Bonus casa e sconto al 110%: si punta ad allungarlo fino al 2022, le ultime news

Sono tantissime le proposte di modifica al bonus casa con sconto del 110%, ristrutturazioni con efficientamento energetico a carico totale del Fisco. Il decreto Rilancio prevede che il bonus casa con sconto diretto in fattura o con cessione di credito d’imposta sia valido fino al 31 dicembre 2021, la maggioranza spinge con  forza al prolungamento di un ulteriore anno e ad aumentare la platea di beneficiari facendo entrare nell’ecobonus del 110% anche seconde case e hotel. Se le proposte venissero accettare il bonus casa 110% potrebbe arrivare fino al 31 dicembre 2020 creando la ripresa del settore edile in virtù delle agevolazioni fiscali senza precedenti, che hanno superato anche il bonus facciata del 90%. La proposta è stata fatta e la maggioranza preme per farla approvare, l’ostacolo principale è trovare le coperture per finanziare tute le opere.

Bonus casa e sconto del 110% anche per le seconde case

Se l’emendamento sarà approvato alla durata massima dei lavori potrà arrivare fino al 31 dicembre 2020.

Sarà possibile applicare lo sconto direttamente in fattura anche sulle seconde case e hotel, con esclusione delle ville. Lo sconto potrà applicarsi sulle seconde case, ma non per tutte, sol per due unità per beneficiario e non saranno ammesse le case di lusso.

Via libera anche alle delibere dei lavori per le assemblee condominiali online per emergenza Covid – 19.

Il bonus si ottiene se si considera l’intero impianto

Il bonus casa 110% ha un requisito specifico aumentare l’efficientamento energetico dell’edificio, gli interventi anche combinati tra loro devono mirare all’aumento di circa di due classi oppure quella più alta.


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Si precisa che non serve solo la sostituzione di un impianto, ad  esempio sostituire la vecchia caldaia con una a pompa di calore, si deve considerare l’intero impianto di riscaldamento esistente, almeno, da quanto riporta ora il decreto Rilancio. Quindi, non solo la sostituzione del generatore di calore ma l’intero impianto di riscaldamento centralizzato a pompa di calore, si tratta di un intervento trainante che può portare ad un innalzamento della categoria di efficienza energetica. Bisogna comunque attendere i chiarimenti dell’agenzia delle entrate che a breve saranno disponibili.

Tra le spese combinate sono considerare anche il bonus infissi e il bonus condizionatori