Cartelle esattoriali 2023, stralcio automatico sotto i 1000 euro: cosa sono, condono Agenzia delle Entrate, rinvio, rottamazione, prescizione debiti e come fare per non pagarle

Autore:
Niccolò Mencucci
03/02/2023

Cartelle esattoriali 2023, stralcio automatico sotto i 1000 euro: cosa sono, condono Agenzia delle Entrate, rinvio, rottamazione, prescizione debiti e come fare per non pagarle

Con la Manovra di Bilancio sono state rese definitive le nuove disposizioni per le cartelle esattoriali 2023, in particolar modo per i piani di stralcio e di rottamazione. In molti fanno confusione su queste due pratiche fiscali, totalmente diverse l’uno dall’altra, e questo può essere un problema per chi potrebbe beneficiare dello stralcio e per chi invece può avere diritto ad una rottamazione agevolata.

Vediamo infatti come funziona lo stralcio automatico o in generale il condono, e quando invece scatta il rinvio, la rottamazione o addirittura la prescrizione dei debiti fiscali.

Cartelle esattoriali 2023, stralcio automatico sotto i 1000 euro: cosa sono

Il Governo ha reso possibile lo stralcio automatico di tutte le cartelle esattoriali con importi massimo di 1000 euro. Avverrà entro il 31 marzo 2023, a patto che rientrino nelle disposizioni di legge.

Le cartelle in questione dovranno riguardare una serie di sanzioni amministrative relative al periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2015. Parliamo di oneri fiscali e previdenziali, così come di multe stradali.

Inoltre tale stralcio riguarderà soltanto gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e le sanzioni e interessi di mora. Capitale, rimborso e diritti di notifica non saranno contemplati nello stralcio.

Cartelle esattoriali 2023, come funziona il condono Agenzia delle Entrate

Molti presumono che questo si tratti di un condono tombale per le cartelle esattoriali 2023, come quelli avvenuti durante i Governi Craxi e Berlusconi. In realtà non è affatto così, perché riguarda soltanto una parte dei debiti ancora a carico dell’Agenzia Entrate Riscossione.


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Per quanto si tratti di debiti abbastanza “vecchi”, che vanno dai 7 ai 22 anni, l’Agenzia ha necessità di provvedere alla riscossione. Tra IVA, IRPEF e altre tasse e contributi non versati, lo Stato ha in sospeso più di 1.000 miliardi di euro, e si stima un 10% la quota che si potrebbe riscuotere nel lungo periodo, a meno che non assumano ulteriore personale con gli ultimi concorsi pubblici 2023 per l’Agenzia delle Entrate.

Anche nel caso dello stralcio, come abbiamo visto, non c’è interesse da parte dell’Agenzia a cancellare i debiti, ma solo a eliminare quegli extra composti da interessi e more, e solo per i debiti inferiori a 1.000 euro. Addirittura è stato disposto per gli Enti locali la possibilità di opporsi allo stralcio automatico, adottando, entro il 31 gennaio 2023, uno specifico provvedimento.

Per tutti gli altri casi, toccherà pagare, anche tramite rottamazione.

Cartelle esattoriali 2023, quando scatta il rinvio della rottamazione o la prescrizione dei debiti

L’adesione alla rottamazione per le cartelle esattoriali 2023 è prevista entro il 2 maggio 2023. Basterà controllare la propria situazione debitoria sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se le proprie cartelle entro i primi giorni di aprile non saranno stata cancellate automaticamente, si potrà chiedere l’adesione alla rottamazione.

La rottamazione è la possibilità di procedere al pagamento delle cartelle non ancora versate secondo un piano concordato con l’Agenzia, che prevede la cancellazione del debito attraverso il pagamento di una quota forfettaria o di una rateizzazione mensile, agevolata secondo le disposizioni fiscali vigenti.

Se non si rispetta il piano, si ritorna al pagamento a unico versamento, e in alternativa potrebbero richiedere anche il pignoramento dei tuoi redditi, anche nel caso di percezione dell’assegno di una o più pensioni INPS, ora in fase di rivalutazione.


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Tale rottamazione può venire rinviata soltanto se istituzioni e autorità dispongono di proroghe per convenire al pagamento dei tributi sospesi.

Non sempre una cartella esattoriale può essere soggetta alla prescrizione. In genere si avrebbe diritto entro 3-10 anni dall’emissione della cartella, ma dovrà, in ogni caso, essere dichiarata e riconosciuta da un tribunale, altrimenti non è effettiva.

Cartelle esattoriali 2023, come fare per non pagarle

In una situazione come questa, è molto difficile non pagare le cartelle esattoriali 2023 in emissione. In genere l’annullamento dei debiti o la loro esenzione è prevista per alcune categorie sociali o se tali annullamenti e esenzioni vengono disposte da parte di istituzioni o autorità giudiziarie.

Se si rientra in questi casi ma si rischia la notifica della cartella, basterà procedere con l’istituto dell’autotutela, ovvero chiedere all’ente di correggere il proprio errore. Se l’ente annullerà in tutto o in parte il debito, invierà all’Agenzia lo “sgravio”, cioè l’ordine di annullare il debito. L’Agenzia in questo modo cancellerà quel tributo dalla cartella.

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