Cartelle esattoriali, solo alcune vanno in prescrizione: ecco quali ed entro quando

Autore:
Niccolò Mencucci
10/06/2023

Cartelle esattoriali, solo alcune vanno in prescrizione: ecco quali ed entro quando

Una cartella esattoriale non è per sempre, perché ci sono imposte e tributi che, se non pagati, possono cadere in prescrizione dopo tot anni, a meno che non scatti una rottamazione delle cartelle.

Non sono nemmeno poche le cartelle che forse non vanno pagate per niente, grazie al sistema della prescrizione. A tratti può risultare come la soluzione migliore e più vantaggiosa rispetto alla rottamazione. Ma questo dipende dalla natura del debito, e anche dalle notifiche ricevute.

Cartelle esattoriali, solo alcune vanno in prescrizione

Quando arrivano le cartelle esattoriali, la prima cosa fa dare è mettersi in regola. Basterebbe pagare il debito pregresso, oppure accedere alle condizioni previste dalla rottamazione delle cartelle.

O in alternativa non pagare nulla e utilizzare l’istituto della prescrizione, che consente a chi ha dei debiti di questo genere di non pagare nulla.

È un istituto previsto dalla Pubblica Amministrazione per alcuni tributi, quelli che dopo tot anni costerebbe troppo per la PA in termini di riscossione o di pratiche coercitive (es. fermo amministrativo).

In genere conviene utilizzare la prescrizione, anche se è vero che con la rottamazione quater i contribuenti possono ottenere dilazioni di pagamento e sconti. C’è da dire che con la prescrizione i debiti vengono cancellati perché non dovuti.

Se si vuole puntare alla prescrizione, la prima cosa da controllare è la tipologia di debito che si ha nei confronti di un Ente Pubblico. Consigliamo a tutti di sfruttare rottamazione quater, se ci sono nella stessa cartella esattoriale più tributi non pagati, specie se non prescrivibili o con differenti scadenze.

Cartelle esattoriali, ecco quali vanno in prescrizione

Stando alla sentenza del 24 gennaio 2023, della Sezione V della Cassazione Civile, ufficialmente tutte le cartelle esattoriali possono essere prescritte entro il quinto anno, indipendentemente dal tipo di importo in esse preteso.

In realtà il sistema tributario ammette anche delle prescrizioni anticipate, come nel caso del Bollo Auto, prescrivibile in tre anni.

Diversamente, il mancato pagamento di queste imposte prevede la prescrizione standard a 5 anni:

  • IVA,
  • IRPEF,
  • Imposta di bollo,
  • Imposte catastali ed ipotecarie,
  • Canone Rai,
  • IRES,
  • IMU,
  • TARI,
  • TASI

La prescrizione a 5 anni è prevista anche nel caso di multe amministrative, civili e penali, o per l’omesso versamento di contributi INPS o INAIL.

Cartelle esattoriali, entro quando scatta la prescrizione

In generale la prescrizione scatta tra i 3 e i 5 anni, a seconda del tipo di tributo, come accennato poco prima. Ma questo in realtà va ponderato a seconda della giurisprudenza.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Perché, sì, ci sono debito che vanno in prescrizione dopo 3 o 5 anni, ma anche debiti che vanno in prescrizione dopo 10 anni, o mai.

Nel primo caso, in caso di stipula di un contratto o a seguito della prosecuzione di atti leciti tutti i debiti hanno come prescrizione il termine utile di 10 anni. Se prodotto da un atto illecito, come ad esempio un litigio, questo va in prescrizione dopo 5 anni.

Nel secondo caso invece non è prevista la prescrizione per i debiti derivanti da “diritti indisponibili”, ovvero cioè sottratti a possibili negoziazioni, a rischio di danneggiare lo stesso titolare, oppure se sono contrarie alla legge.

Cartelle esattoriali, il problema delle notifiche

Bisogna fare attenzione al caso delle notifiche, in merito alle cartelle esattoriali.

Ad esempio, per il bollo auto la prescrizione della cartella decorre dalla notifica da parte della Regione. Soltanto se il contribuente a partire dalla data di questa notifica non riceve più nulla allora il debito è da considerare prescritto.

Il principio vale per tutti i debiti: senza più notifiche, è da considerare prescritto. Ma attenzione: la cancellazione della cartella non è automatica.

Inoltre per godere della prescrizione bisogna presentare ricorso alla TAR. E si può fare da soli, senza avvocati, ma solo per cartelle e debiti sotto i 3.000 euro, altrimenti bisogna cominciare a pagare.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl