Esonero contributivo Inps 2021 per partite Iva: cos’è, come funziona e come fare domanda

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29/07/2021

Parte l’esonero contributivo Inps per le partite Iva e le casse professionali. La misura entra ufficialmente in vigore, ecco chi non dovrà pagare i contributi. Pubblicate sul sito del ministero del Lavoro le informazioni attuative.

Esonero contributivo Inps 2021 per partite Iva: cos’è, come funziona e come fare domanda

L’esonero contributivo entra ufficialmente in vigore, dopo la pubblicazione del decreto interministeriale sul sito web del ministero del Lavoro. I lavoratori autonomi iscritti all’Inps, così come quelli che effettuano i versamenti presso le casse professionali, potranno quindi evitare di versare i contributi nel caso in cui rientrino nei profili previsti dalla legge. L’anno bianco si pone l’obiettivo si sostenere questa particolare categoria di lavoratori dopo l’avvento del coronavirus.

La pandemia ha infatti colpito duramente il settore degli autonomi. Per questo motivo, la misura si estende a un’ampia platea, andando a coinvolgere anche gli iscritti che effettuano versamenti nelle gestioni previdenziali private. L’idea dello sgravio risale al governo Conte, che ha avviato la misura per la prima volta durante l’autunno del 2020, inserendo il provvedimento all’interno dell’ultima manovra.

Il governo Draghi ha stanziato per l’apposito fondo 2,5 miliardi di euro. Il provvedimento interessa i versamenti previdenziali relativi all’anno 2021 e che risultano in scadenza entro il prossimo 31 dicembre 2021. Vediamo insieme quali sono i criteri per poter beneficiare del provvedimento e le scadenze sia per chi è tenuto a effettuare i versamenti all’Inps, sia per coloro che pagano in contributi alla propria cassa di appartenenza.


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Esonero dei contributi 2021: chi può partecipare all’anno bianco dei versamenti

I requisiti per la partecipazione all’esonero contributivo prevedono l’accesso in favore dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti all’Inps oppure alle Casse previdenziali di categoria. Tra i vincoli ci sono il calo di fatturato o di corrispettivi nel 2020 uguale o superiore al 33%. Questo purché non si siano superati i 50mila euro di reddito.

Sono esonerati da questa verifica i professionisti e gli autonomi che non risultavano attivi nel corso del 2019, avendo avviato l’attività lo scorso anno. Resta poi implicita la necessità di essere in regola con i versamenti. Un ulteriore vincolo riguarda il tetto massimo di 3mila euro previsto in favore di ogni contribuente. Rispetto alla regolarità contributiva, è opportuno indicare che le nuove regole previste all’interno del decreto Sostegni bis non prevedono la necessità di chiedere il DURC Online.

Gli enti previdenziali di riferimento si occuperanno infatti di effettuare tutte le verifiche necessarie a comprovare la presenza dei requisiti di legge a partire dal prossimo 1° novembre 2021.

Come funziona l’esonero dei contributi per partite Iva e professionisti

Dal punto di vista pratico, le indicazioni fornite all’interno della normativa evidenziano che l’esonero contributivo 2021 è destinato ai lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’AGO. Rientrano anche i professionisti iscritti agli enti privati di appartenenza e i medici, gli infermieri e gli altri professionisti titolari d’incarichi di lavoro autonomo o collaborazione per l’emergenza Covid-19.


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Nel caso dei lavoratori iscritti all’Inps, figurano le gestioni speciali dell’AGO (assicurazione generale obbligatoria) e quelle autonome speciali. Sono inclusi nell’elenco anche artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri. Ricordiamo poi gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps, i soci di società e i professionisti che compongono gli studi associati.

Le regole e le eccezioni per poter beneficiare dell’esonero

In merito alle regole già accennate in precedenza, è opportuno specificare che l’esonero contributivo può essere richiesto solo in presenza di requisiti molto specifici. Bisogna innanzitutto aver registrato un calo di fatturato o dei corrispettivi non inferiore al 33% nel 2020. Il reddito complessivo da lavoro non deve superare i 50mila euro. I requisiti non sono richiesti per chi ha iniziato l’attività nel 2020.

Oltre a ciò, è opportuno specificare che l’esonero contributivo non spetta in favore di coloro che risultano al contempo titolari di un contratto di lavoro subordinato. Allo stesso tempo, ne sono esclusi anche coloro che percepiscono una pensione. Da questo ambito fa eccezione l’assegno ordinario di invalidità.

All’interno del testo del decreto, si legge che i soggetti richiedenti “non devono essere titolari di pensione diretta diversa dall’assegno ordinario di invalidità. Oppure da qualsiasi altro emolumento corrisposto dagli enti di previdenza obbligatori […] che risponda alle medesime finalità”.

Inoltre, “per i soggetti già collocati in quiescenza, l’esonero è riconosciuto limitatamente ai periodi in cui siano stati titolari di incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa, conferiti nel corso del 2020 ai sensi dell’articolo 2-bis del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, convertito nella legge n.27 del 24 aprile 2020”. Infine, la fruizione del beneficio è legata al “possesso della regolarità contributiva […] e subordinata all’integrale pagamento della quota parte di contribuzione obbligatoria non oggetto di esonero.

Come fare domanda per l’esonero contributivo 2021: la differenza tra INPS e casse professionali

Chi possiede i requisiti utili per l’esonero contributivo 2021 e desidera beneficiare di questa possibilità dovrà inviare un’apposita domanda. Le scadenze sono differenziate in base a dove vengono effettuati i versamenti. Gli iscritti all’Inps sono tenuti a inoltrare la pratica all’ente previdenziale entro e non oltre il prossimo 31 luglio 2021. Una scadenza molto stringente e sulla quale sono piovute le critiche delle parti sociali.

Confcommercio, ad esempio, ha puntato il dito contro la deadline, specificando che “tale termine non consentirebbe ai soggetti interessati di accedere a un diritto riconosciuto loro dall’ultima legge di bilancio, tanto più alla luce del fatto che a oggi l’Inps non ha ancora reso disponibile lo schema di domanda richiamato dal decreto in questione”.

Sui tempi legati all’Inps si resta quindi in attesa di aggiornamenti. Meno tesa appare la situazione per gli iscritti alle casse professionali. In questo caso, i professionisti avranno tempo per fare domanda fino al prossimo 31 ottobre 2021. Infine, la scadenza per la domanda di rimborso (nel caso sia già stata effettuata una parte dei versamenti) è al prossimo 30 novembre 2021.