Fisco: chi non paga le tasse può perdere il lavoro

-
25/07/2020

Fisco: il nuovo decreto semplificazione ritocca le regole per gli appalti, chi non paga le tasse perde l’appalto, ecco le nuove regole in vigore dal 18 luglio 2020.

Fisco: chi non paga le tasse può perdere il lavoro

Il decreto Semplificazioni prevede una misura che comporta per l’imprenditore che non paga le tasse per importi superiori a cinque mila euro viene escluso dall’appalto di gara. Nuovo intervento sull’art. 80 comma 4 del D.lgs 50/2016 con regole restrittive per coloro che non pagano le tasse. 

Tasse non pagate: si rischia l’esclusione dalla gara di appalto

La novità apporta sull’art. 80 comma 4 del D.lgs 50/2016 prevede che un soggetto può essere escluso dalla gara di appalto (si tratta di appalti pubblici) se l’ente appaltante viene a conoscenza, e lo può dimostrare, che il richiedente non ha assolto agli obblighi con il Fisco, in altre parole, non ha pagato le tasse e i contributi previdenziali, può essere escluso dalla partecipazione alla gara. 

È quanto su evince dal nuovo decreto legge del 16 luglio 2020, che definisce il mancato pagamento delle tasse e dei contributi come una grave violazione. 

Le novità nel decreto semplificazione

La novità nel decreto Semplificazione andrà in vigore per i bandi o avvisi pubblicati successivamente alla data in vigore del decreto. Quindi, per i bandi o avvisi, pubblicati dal 18 luglio 2020; questo vale anche per i contratti senza pubblicazione, in cui alla data di riferimento sopra riportata, non sono stati inviati elenchi o inviti a presentare preventivi o offerte. 


Leggi anche: IMU 2021, ultimi giorni per il pagamento: tutte le info su scadenza, calcolo acconto ed F24

Fino all’entrata del nuovo decreto semplificazione l’esclusione dalla gara di appalto doveva motivata e accertata, questo significava che l’esclusione di un soggetto dalla gara di appalto doveva essere provata con documentazione verificata. 

Con il nuovo decreto, è possibile l’esclusione dalla gara anche quando le motivazioni non sono definitamente accertate. Questo significa che, l’Amministrazione, come cita il decreto: “è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati”.

Tasse e ravvedimento operoso

Molti i contribuenti che si trovano in difficoltà economica e sono costretti a pagare le tasse in ritardo preferendo il ravvedimento operoso che prevede una sanzione bassa, anziché ricorre a prestiti a cui non potrebbero far fronte. 

Tasse ad agosto con lo 0,40% in più, la scelta obbligata