Gestione separata INPS 2023, aliquote contributive per professionisti: cos’è, pensione, NASpI, come funziona, obbligo iscrizione e quanto si paga

Autore:
Niccolò Mencucci
02/02/2023

Gestione separata INPS 2023, aliquote contributive per professionisti: cos’è, pensione, NASpI, come funziona, obbligo iscrizione e quanto si paga

Sono previste delle nuove aliquote contributive per tutti i professionisti sotto Gestione Separata INPS 2023. Parliamo di una delle casse previdenziali più controverse, nate poco dopo la riforma Dini del 1995 per riunire tutti i lavoratori autonomi e professionisti privi di una propria Cassa previdenziale.

È considerata controversa per via delle sue altissime aliquote, che possono arrivare al 35% sul reddito imponibile calcolato sul coefficiente di redditività del lavoratore fatturante. Una cifra notevole se si ha un coefficiente molto alto, per questo l’INPS ha voluto ripresentare delle nuove cifre.

Gestione separata INPS 2023, aliquote contributive per professionisti: cos’è e come funziona

La Gestione Separata INPS 2023 è un particolare regime previdenziale, creato nel 1995 per assicurare la tutela previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora escluse.

Si tratta infatti di un fondo pensionistico che riguarda tutte le categorie lavorative che sono spuntate negli ultimi decenni, per le quali non è tecnicamente possibile ascrivere alle Casse previdenziali tradizionali (Dipendenti Privati, Dipendenti Pubblici…). Alcune categorie di lavoratori sono tenute all’iscrizione a tale fondo e al versamento di contributi.

Purtroppo nel tempo la Gestione è diventata oggetto di critiche a causa delle aliquote sempre più alte, specie per alcune categorie lavorative. Di recente molte categorie lavorative si ritrovano con queste nuove aliquote contributive:

  • 35,03% se collaboratore con contribuzione aggiuntiva DIS-COLL,
  • 33,72% se collaboratore senza contribuzione aggiuntiva DIS-COLL,
  • 26,33% se soggetto non assicurato presso forme pensionistiche obbligatorie come professionista,
  • 24% se titolari di pensione e tutela pensionistica.

Gestione separata INPS 2023, obbligo di iscrizione

A differenza di tutte le altre Casse Previdenziali, in cui vieni iscritto a seguito dell’assunzione, per la Gestione Separata INPS 2023 bisogna registrarsi personalmente, facendo richiesta ufficiale per via telematica sul sito dell’INPS.

La registrazione autonoma è infatti obbligatoria per tutti coloro che sono:

  • collaboratori continuati e continuativi,
  • venditori porta a porta,
  • lavoratori autonomi titolari di partita Iva,
  • lavoratori autonomi occasionali,
  • associati in partecipazione con apporto di solo lavoro.

Tale obbligo è previsto nel caso in cui si superi ad esempio il reddito non tassabile (o “no tax area”). Per le Partite IVA scatta la Gestione se superano i 5.000 euro lordi annui, per i venditori porta a porta se superano i 6.140 euro lordi.


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Gestione separata INPS 2023, calcolo della pensione e questione NASPI

Come per tutte le Casse previdenziali, anche la Gestione Separata INPS può fornire ai propri iscritti una serie di prestazioni previdenziali, quali:

  • assegno ordinario/ pensione di inabilità,
  • pensione anticipata,
  • pensione di vecchiaia,
  • pensione di reversibilità,
  • pensione indiretta.

Anche le pensioni da Gestione Separata sono soggette alla rivalutazione, come quella delle Pensioni INPS. Per il calcolo della pensione a regime contributivo puro, come previsto per la Gestione Separata, l’INPS valuta tutti i contributi versati per poi moltiplicare il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione. Si tratta di una cifra espressa in percentuale che varia in base all’età, per cui, se si esce prima, la somma finale della pensione sarà ridotta, e viceversa sarà molto più alta se l’uscita avviene più avanti nel tempo.

In merito invece alla questione NASPI, purtroppo chi è iscritto alla Gestione Separata non potrà finanziare né il diritto, né la durata, né tantomeno la misura dell’indennità NASpI, prevista invece per chi è dipendente con almeno 4 anni di contributi versati.

Gestione separata INPS 2023, quanto si paga

Il pagamento della Gestione Separata INPS 2023 è in genere in rapporto al reddito fatturato nell’anno precedente, secondo una precisa aliquota contributiva. Solo in alcuni casi vi è l’obbligo di corrispondere un annualità contributiva con importo minimo previsto, mentre per la stragrande maggioranza dei casi è solamente necessario corrispondere una quota flessibile.

Per il 2023, i collaboratori e figure assimilate si ritroveranno con un’aliquota contributiva e di computo pari al 33 per cento. Se senza Partita IVA, il versamento dovrà avvenire per conto del committente per 2/3, mentre solo 1/3 sarà a carico del lavoratore collaboratore.

Nel caso di autonomi a partita IVA e professionisti, con quota al 26%, bisognerà versare personalmente la quota, entro le scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2022, primo e secondo acconto 2023). E sempre con modello F24.

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