IRPEF, imposta non pagata? Cosa succede se non si paga e quando va in prescrizione

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24/03/2023

IRPEF, imposta non pagata? Cosa succede se non si paga e quando va in prescrizione

Ogni anno l’importo IRPEF da pagare dopo la dichiarazione dei redditi è sempre più alto, ma se abbiamo degli importi Irpef arretrati da tanto tempo potremmo evitare di pagare.

L’imposta sul reddito delle Persone Fisiche, infatti, come ogni altro tributo, deve essere notificata al contribuente per evitare che si compia il decorso della prescrizione del tributo. La prescrizione, ricorrendo determinati presupposti, ci permette quindi di non pagare l’IRPEF.

Sebbene il termine ordinario sia un po’ lungo, scopriremo in questo articolo che a volte, la prescrizione si compie in un termine più breve. Vediamo quindi come funziona la prescrizione dell’Irpef, e in quali casi è possibile aspettare meno perché il suo decorso sia abbreviato.

Prescrizione IRPEF: quando non pagare

In genere, la prescrizione delle imposte tributarie avviene una volta decorso il termine di 10 anni dal mancato pagamento, nonché dall’eventuale intimazione dello stesso. L’avviso di pagamento avviene in seguito alla trasformazione dell’imposta in cartella esattoriale, affidata all’agenzia delle entrate – riscossione per la sua esazione coattiva, ed è per questo che, qualora ci sia una tassa da pagare, è sempre consigliabile procedere al pagamento anche tramite piani di dilazione dell’imposta.

Ad ogni modo, qualora lo stato non pretenda il pagamento dell’IRPEF per 10 anni, l’imposta può considerarsi prescritta. La prescrizione consiste quindi nell’estinzione del diritto del creditore, in questo caso lo stato, a far valere il proprio credito. Perciò, qualora siano passati dieci anni dal mancato pagamento dell’imposta, e non è stato ricevuto nessun avviso da parte degli enti di riscossione, l’IRPEF non va pagata.


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Prescrizione quinquennale Irpef: la tesi

Secondo alcuni esperti, la prescrizione dell’IRPEF non ha una durata ordinaria, bensì abbreviata. Più in particolare, essa risulta abbreviata in quanto è debito tributario che può essere pagato una volta all’anno. La norma in cui possiamo trovare tale disposizione è l’art. 2948 del codice civile.

Tuttavia, dal momento che il presupposto impositivo dell’IRPEF cambia per ogni fattispecie concreta, l’IRPEF non si può considerare come un tributo pagabile una volta soltanto. Inoltre, essa varia molto in base al reddito prodotto. Di conseguenza i citati presupposti non valgono a validare questa tesi.

Prescrizione abbreviata: quando avviene

Alcuni tipi di imposte godono della prescrizione abbreviata. È il caso, ad esempio, del bollo auto, che cade in prescrizione dopo 3 anni dal mancato pagamento, qualora ricorrano le condizioni precedentemente indicate.

Tuttavia, in seguito alla sentenza n. 219/2021 della Commissione Tributaria Provinciale di Pavia, è stata concessa la prescrizione quinquennale anche a tributi come IVA e la nuova IRPEF dopo la Riforma. La commissione tributaria, nel caso di specie, ha riconosciuto l’annullamento di cartelle esattoriali relative a Irap, Irpef e IVA per un importo pari a circa 80.000 euro.

Ad ogni modo, la prescrizione quinquennale che è stata appena presa in considerazione riguarda soltanto un caso di specie, ed è stata accordata in seguito all’instaurazione di un contenzioso tributario di fronte alla Commissione Tributaria provinciale.

In particolare, la decisione in esame è stata assunta con riguardo all’ordinanza n. 14244 del 25/05/2021 della Corte di Cassazione, che testualmente riporta:

La prescrizione quinquennale trova piena operatività con riguardo a tutti gli atti, in qualsiasi modo denominati, di riscossione mediante ruolo… inclusi anche i crediti relativi ad entrate tributarie dello Stato nonché le sanzioni.

Prescrizione dei tributi: le sanzioni e gli interessi

Qualora sia stato notificato avviso di pagamento per i tributi relativi a Irpef, Irap, Iva e Ires, c’è da considerare il fatto che il tributo in sé ha un termine di prescrizione pari ad almeno 10 anni, mentre gli importi aggiuntivi che derivano dal ritardo nel pagamento hanno un termine diverso.


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Le sanzioni e gli interessi, infatti, secondo quanto disposto dalla Suprema Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 8120/2021, hanno un termine di prescrizione abbreviato. Esse infatti si prescrivono in cinque anni, e non 10 come i tributi ai quali esse sono collegate.

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