ISEE corrente 2021, novità sulle istruzioni: cos’è e come funziona

Autore:
22/09/2021

Sull’ISEE corrente 2021 arrivano importanti novità, dai chiarimenti sulla presentazione alle correzioni da applicare in caso di errori. Le nuove informazioni da conoscere dopo il messaggio dell’Inps 3155.

ISEE corrente 2021, novità sulle istruzioni: cos’è e come funziona

L’ISEE corrente 2021 è un documento utile ad attestare il patrimonio e il reddito del nucleo familiare richiedente. Si tratta di un indicatore fondamentale per poter beneficiare di diverse agevolazioni pubbliche e di usufruire dei servizi socio assistenziali offerti dallo Stato. Ma lo stesso può essere utilizzato anche per usufruire di tariffe agevolate su abbonamenti relativi ai trasporti pubblici, per ottenere il reddito di cittadinanza e per beneficiare di bonus specifici.

La particolarità dell’ISEE corrente riguarda la possibilità di aggiornare la situazione lavorativa in caso di variazioni. Ulteriori modifiche possono essere apportate anche in altri casi, come ad esempio l’interruzione dei trattamenti previdenziali o assistenziali e lo stop alla ricezione d’indennità che vanno a impattare sul reddito del nucleo familiare.

ISEE corrente 2021: le ultime novità e gli aggiornamenti dei moduli

Di fatto, l’ISEE corrente serve a scattare una foto aggiornata rispetto alla condizione economica del nucleo familiare. Recentemente il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha aggiornato le regole e i moduli per la richiesta di emissione di questo documento. Modifiche sono state apportate, conseguentemente, anche alle istruzioni di compilazione.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

L’Inps ha riepilogato i cambiamenti all’interno del proprio messaggio numero 3155 risalente allo scorso 21 settembre 2021. Nel testo si riassumono inoltre le nuove direttive in merito alla DSU corrente, ad esempio rispetto ai tempi di validità da osservare per effettuare le rettifiche degli errori. Ma partiamo riepilogando brevemente quali sono i passaggi da seguire per chiedere l’ISEE corrente 2021.

I documenti necessari per ottenere il modello ISEE corrente

Dal punto di vista pratico, per poter richiedere l’ISEE corrente serve innanzitutto essere in possesso dell’ISEE ordinario e della relativa DSU. Occorrerà poi presentare la certificazione in grado di confermare il cambiamento nella condizione lavorativa. Si pensi alla lettera di licenziamento per i dipendenti oppure alla chiusura della partita IVA per gli autonomi. Per cambi e variazioni, andrà presentata invece l’attestazione in grado di dimostrare il nuovo stato reddituale.

Risulta inoltre indispensabile fornire un’indicazione di quanto percepito nell’anno precedente la presentazione dell’ISEE corrente. A tale fine possono essere presentati documenti come le buste paga o le certificazioni ricevute per il lavoro autonomo. Sono compresi anche i trattamenti previdenziali e assistenziali. Infine, rispetto all’elenco appena fornito, andranno inclusi anche i documenti relativi al patrimonio qualora vi sia da registrare una perdita di tipo mobiliare o immobiliare.

Tenendo conto delle ultime novità introdotte dal legislatore, dovranno essere presi in considerazione i patrimoni posseduti alla data del 31 dicembre della precedente dichiarazione DSU. In tal senso, l’ente previdenziale specifica che “​​con il Decreto interministeriale del 5 luglio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 25 agosto 2021, è disciplinata la possibilità, a determinate condizioni, di aggiornare all’anno precedente il patrimonio riportato nella DSU ordinaria, che invece fa riferimento al secondo anno precedente”.


Potrebbe interessarti: Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Cosa cambia nella certificazione in base alle nuove modifiche segnalate dall’Inps

Per avere un quadro completo della situazione è quindi utile avere un confronto sui cambiamenti effettivamente approvati rispetto a quanto avveniva in precedenza. A livello operativo, si è allungata la lista delle situazioni al verificarsi delle quali è possibile presentare questa nuova DSU. Sono inoltre cambiati anche i moduli da utilizzare per inoltrare la richiesta di aggiornamento all’Inps.

Altre modifiche riguardano invece le regole di validità dell’ISEE corrente 2021. In particolare, per l’aggiornamento della sola componente patrimoniale la scadenza di validità slitta al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo della DSU. Rispetto invece all’aggiornamento di entrambe le componenti, reddituale e patrimoniale, si deve tenere presente la scadenza del 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo, ma fatte salve le variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti.

In tali evenienze, l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione. Infine, per l’aggiornamento della sola componente reddituale la scadenza di validità è di sei mesi dalla data di presentazione del modulo sostitutivo della DSU. Tutto ciò, salvo variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, che comportano l’obbligo di aggiornamento entro due mesi dalla variazione.

ISEE corrente 2021: come funziona la correzione degli errori

Un ultimo punto di demarcazione riguarda la correzione in caso di errori commessi nell’auto dichiarazione ai fini ISEE. L’aggiornamento dettato dall’Inps prevede tre diverse opzioni. La prima consiste nella presentazione della domanda per la prestazione avvalendosi del modello ISEE corrente con le omissioni o le difformità. L’ente erogatore provvederà quindi a chiedere al cittadino la documentazione in grado di completare il quadro della situazione.

Diversamente, si può presentare un nuovo modello sostitutivo contenente le informazioni omesse in precedenza o indicate in modo erroneo. Infine, è possibile ricorrere all’intermediazione del proprio CAF di fiducia per l’inoltro della rettifica e del modello sostitutivo. Questo passaggio ha effetto retroattivo ma risulta possibile solo nell’eventualità che l’errore sia stato commesso materialmente dal centro di assistenza fiscale.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl