Addio microtasse, fuori l’elenco dei tributi cancellati dal Governo: ecco quali spariranno

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
13/05/2023

Addio microtasse, fuori l’elenco dei tributi cancellati dal Governo: ecco quali spariranno

Il governo ha deciso di abbassare la pressione fiscale e rendere il sistema tributario italiano più semplice. Per questo la prossima mossa sarà il taglio delle microtasse cioè di tutti quei prelievi riguardanti le imposte minori. Un gettito che vale poco per lo stato, circa lo 0,1%, ma che attualmente pesa ancora sui contribuenti. Vediamo quindi cosa cambierà e quali saranno le tasse che non dovranno essere più pagate.

Microtasse, il governo le elimina

Il governo vuole semplificare il sistema fiscale, per questo gli interventi sono sempre più di snellimento delle tasse. Tra queste misure come prossima intenzione ci sarà anche la cancellazione delle cosiddette microtasse. Come aveva già stabilito con un documento il precedente governo infatti, si tratta di entrate che per lo stato non valgono molto, ma pesano sui contribuenti che le devono pagare.

Balzelli imposti negli anni da varie riforme e che poi sono rimasti integrati nel sistema tributario, già complicato. La decisione potrebbe arrivare come annunciato dal ministro, già prima dell’estate. Ecco quindi di seguito, quali saranno quei tributi a cui potremo presto dire addio.

Addio microtasse: ecco quali spariscono

Tra le tasse che spariranno, ce ne sono anche alcune tra le più odiate di sempre dagli italiani. Come ad esempio il superbollo, e la tassa sui biliardini. Per quanto riguarda il Superbollo sulle auto di grossa cilindrata, sarà presto abolito, questo è stato confermato anche dallo stesso vice premier Matteo Salvini, che ha dichiarato e confermato l’intenzione della cancellazione anche per altri balzelli fiscali. Mentre la tassa sui biliardini, da sempre contestata ampiamente da commercianti e gestori di bar, potrebbe essere eliminata già prima dell’estate.


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Le altre imposte riguardano invece: l’imposta sugli intrattenimenti, le tasse sull’insegnamento, la maggiorazione sul tributo comunale per i rifiuti, la tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale, l’addizionale sulle utenze di acqua pubblica, e molte altre tra statali, comunali e regionali. Inoltre ci sono altri due provvedimenti che riguardano il settore delle tasse universitarie, e quelle in busta paga. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Stop anche ad alcune tasse universitarie

Nel settore universitario e scolastico le microtasse sono molte. Il governo quindi interverrà cancellandone alcune che pesano su studenti e famiglie ma che non rappresentano un gettito fiscale del quale non si può fare a meno. Nel complesso infatti si è stimato che l’incidenza è pari a circa un milione di euro, una cifra dunque di cui il ministero può privarsi per semplificare il fisco e snellire il sistema.

Sarà quindi abolita sia la tassa sulla laurea che quella per gli esami universitari. Dovrebbe poi sparire in futuro anche la tassa di iscrizione, cioè il tributo aggiuntivo che si paga per ogni anno successivo al primo. Inoltre nel settore scolastico saranno cancellate le microtasse per il rilascio dei diplomi e quelle da pagare per gli  esami di idoneità.

Tasse sulla tredicesima, eliminate dal 2024

Ultima novità del prossimo decreto fiscale sarà la cancellazione delle tasse sulla tredicesima. Una misura che già era stata proposta prima di gennaio 2023, e che potrebbe apportare parecchi benefici nelle tasche dei lavoratori. Andando infatti ad eliminare una grande percentuale di pressione fiscale che incide anche sullo stipendio aggiuntivo che il datore di lavoro concede solitamente nel mese di dicembre.

Il taglio funzionerà così, la tredicesima verrà equiparata ad un “reddito aggiuntivo” quindi non più soggetta alle normali aliquote IRPEF variabili, ma tassata in misura fissa. Del 15%, il che significa, che una grande quota che prima doveva essere versata a fisco e trattenuta dalla busta paga, ora resterà a disposizione del contribuente. Tutto ciò dovrebbe partire già nel 2024, e si cumulerà con gli altri interventi sulla busta paga, come il taglio del cuneo fiscale, in favore dei dipendenti.

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