Regime forfettario 2022: cosa cambia, obbligatoria la fattura elettronica

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15/09/2021

Il regime forfettario è confermato anche nel 2022, ma sarà obbligatorio passare alla fattura elettronica. La novità attesa all’interno della legge delega sulla riforma del fisco, cosa cambia per gli aderenti.

Regime forfettario 2022: cosa cambia, obbligatoria la fattura elettronica

Nel corso del 2022 continuerà a essere possibile il ricorso al regime forfettario. Ma gli obblighi di contabilità subiranno una stretta con il passaggio alla fattura elettronica. È questo il principale cambiamento in corso di realizzazione rispetto all’adozione delle nuove misure di contrasto all’evasione. L’obiettivo del governo è infatti di estendere uno strumento che ha già dimostrato la propria efficacia nel recente passato e che diventerà quindi uno standard per tutti coloro che lavorano in modo autonomo.

Sulla questione il nuovo onere va comunque a bilanciarsi con il rischio di una possibile abolizione totale del regime forfettario. Una eventualità che era stata paventata negli scorsi mesi e sulla quale i contribuenti potranno tirare un sospiro di sollievo. Al di la dei nuovi vincoli amministrativi, gli aderenti potranno continuare a utilizzare il regime di vantaggio senza altri cambiamenti drastici.

Fattura elettronica: obbligo ed estensione al regime forfettario, le motivazioni dell’esecutivo

Il quadro di riferimento per l’estensione della fatturazione elettronica al regime forfettario resta quello dell’azione di contrasto alle pratiche di evasione fiscale. L’Italia punta ad agire su un punto debole del proprio sistema fiscale, ovvero il tax gap in fatto di Iva. Per raggiungere questo obiettivo, a partire dal 2019 tutti gli operatori economici che effettuano transazioni anche con privati e consumatori fiscali sono tenuti alla fatturazione elettronica.


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Grazie a questo provvedimento, è stato possibile recuperare un gettito Iva supplementare corrispondente a due miliardi di euro nel corso del 2020. Lo strumento si è rivelato quindi efficace rispetto agli obiettivi preposti ed è per questo che lo Stato ha deciso di estendere la misura anche a quei regimi che finora ne erano risultati esentati, come il forfettario.

L’ampliamento della platea degli utilizzatori permetterà inoltre di costruire delle basi di dati sempre più precise in merito alle transazioni economiche. In questo modo, sarà anche più semplice individuare le zone d’ombra dell’economia e procedere con le verifiche fattuali in caso di bisogno.

La novità sul regime forfettario già presente all’interno del documento parlamentare sulla riforma fiscale

Nella realtà, la possibile estensione della fatturazione elettronica al regime forfettario era stata già caldeggiata all’interno del documento conclusivo redatto dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato negli scorsi mesi. Il testo indicava chiaramente la necessità di estendere la pratica a tutti i regimi che finora ne erano risultati esclusi.

La stessa prassi è stata inoltre suggerita anche per quelle attività che sinora sono state escluse dall’obbligo di emettere lo scontrino elettronico. Per coloro che sono inseriti all’interno del regime forfettario o che prevedono di aderire nel corso del prossimo anno, diventa quindi indispensabile organizzarsi per tempo in modo da poter essere pronti a fare fronte al nuovo obbligo.


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Nuova estensione della fatturazione elettronica: coinvolti un milione e mezzo di lavoratori

Rispetto alla platea delle persone potenzialmente coinvolte nel passaggio alla fatturazione elettronica, le stime dei tecnici indicano circa 1,5 milioni di contribuenti. Si tratta di lavoratori autonomi, professionisti e ditte individuali che hanno aderito al regime forfettario. Quest’ultimo consente di beneficiare di un’aliquota unica di tassazione agevolata del 15%, che scende fino al 5% in fase di avviamento.

Sul punto si attende ora di capire in che modo il governo darà attuazione alla proposta. Al momento si tratta comunque di un’ipotesi in attesa di conferma, sebbene appare chiaro che salvo colpi di scena l’estensione sarà concretizzata all’interno della legge delega sulla riforma fiscale.

Le altre ipotesi di riforma legate al regime forfettario per il 2022

Nel frattempo emergono anche ulteriori ipotesi di modifica al regime forfettario, che potrebbero concretizzarsi a partire dall’inizio del prossimo anno. Tra gli aggiustamenti delineati la possibile introduzione di una nuova aliquota al 20% per chi dovesse superare i 65mila euro di fatturato. Attualmente la soglia comporta l’ingresso nel regime ordinario.

La possibilità sarebbe però vincolata da alcuni paletti, come ad esempio l’aumento progressivo del volume di affari del 10% in ogni anno di applicazione. Sulla questione è evidente che serviranno approfonditi rilievi tecnici da parte del Mef e della Ragioneria dello Stato, visto il costo immediato della misura e il suo bilanciamento con l’aumento delle entrate per le casse pubbliche nel lungo periodo.