Regime forfettario 2022: oltre 77,47 euro serve applicare il di bollo 

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16/06/2022

Regime forfettario 2022: oltre 77,47 euro serve applicare il di bollo 

Regime forfettario 2022, si avvicina la scadenza del prossimo 1° luglio in merito all’introduzione della fatturazione elettronica. Un passaggio che implicherà diverse novità per coloro che hanno scelto di aderire. Di fatto, la novità della e-fattura entra in vigore per tutti coloro che superano 25mila euro di ricavi, oppure di compensi.

I contribuenti che beneficiano del regime in franchigia dovranno quindi prestare attenzione alle nuove regole per non incorrere in sanzioni e problemi con il fisco. Il punto non è scontato visto che gli aderenti al regime di vantaggio sono cresciuti in maniera progressiva e costante nel tempo.

Le statistiche indicano che rispetto a coloro che hanno aperto nuove partite Iva nel corso del 2021, solo tre soggetti su dieci hanno scelto il regime ordinario. Una piccola parte di quest’ultimi già fa ricorso alla fatturazione elettronica. Per molti altri, entro poche settimane si concretizzerà il nuovo obbligo.


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Regime forfettario 2022: cosa cambia da luglio

Dal punto di vista pratico, con il decreto relativo al PNRR 2 si estendono gli obblighi di fatturazione elettronica. L’obiettivo consiste nell’introdurre misure pensate per contrastare il ricorso al nero e facilitare i controlli. Come anticipato, la nuova normativa prevede un periodo di natura transitoria, pensato per rendere meno complesso il passaggio in favore di coloro che possiedono un giro d’affari ridotto.

Il legislatore ha quindi stabilito che il nuovo obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari debba valere solo per coloro che abbiano raggiunto ricavi o compensi superiori a 25mila euro. Per gli altri contribuenti, l’obbligo scatterà nel 2024. Pertanto ci sarà più tempo per mettersi in regola.

Continuano inoltre a rimanere escluse due categorie, ovvero gli operatori del settore sanitario e i piccoli produttori agricoli. In questo senso, non è ancora chiaro se si tratterà di esclusioni definitive o se su questi soggetti si interverrà in futuro.

Il nuovo obbligo di bollo per la fattura elettronica dei regimi forfettari

Tra le novità che sono state introdotte nel regime forfettario per chi sarà obbligato a utilizzare la fattura elettronica c’è anche l’obbligo di bollo. In particolare, il codice da utilizzare in anagrafica per seguire correttamente il regime fiscale è l’RF19. La non applicazione dell’Iva segue invece il codice N2.2.


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È importante sottolineare che quest’ultimo comporta l’obbligo di applicare l’imposta di bollo da 2 euro a tutte le fatture il cui importo supera 77,47 euro. Ecco quindi che anche per gli aderenti al regime forfettario sarà importante applicare il bollo in fattura per non incorrere in sanzioni. Per altro, la novità è stata introdotta insieme all’obbligo di POS per i professionisti dalla fine del mese di giugno. Due misure che concorrono alla stretta sull’economia sommersa e alla semplificazione dei controlli da parte del fisco.

Come si accede al regime forfettario: le modalità da seguire

Dal punto di vista pratico, il regime forfettario prevede una modalità di accesso piuttosto semplice per coloro che possiedono i requisiti di legge. L’attestazione della presenza dei requisiti utili deve essere verificata in sede di dichiarazione annuale dei redditi. Coloro che svolgono attività d’impresa, arte o professione possono accedere senza dover fare comunicazioni preventive o successive.

Mentre chi prevede di rispettare i requisiti e le condizioni utili per il regime forfettario in disamina è obbligato a dare comunicazione nella dichiarazione d’inizio attività. La comunicazione non ha valore di opzione, pertanto un eventuale omissioni iniziale non pregiudica il successivo accesso. Può però essere oggetto di una sanzione amministrativa da 250 a 2mila euro.

Quali sono le imposte dovute con una partita Iva che aderisce al regime forfettario

Il reddito imponibile del regime forfettario è calcolato applicando al totale dei ricavi un coefficiente di redditività che varia in base ai codici Ateco. Il coefficiente va dal 40% al 54% in base allo specifico codice. Sono inoltre dovuti i contributi previdenziali, che possono essere conteggiati come costi. Al reddito imponibile si applica un’aliquota sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività, che sale al 15% negli anni successivi.

L’imposta deve essere versata tramite modello F24 rispettando i tempi ordinari di acconto e saldo dell’Irpef. Il contribuente in regime forfettario non addebita l’Iva a titolo di rivalsa e non può detrarre l’Iva assolta sugli acquisti nazionali e intra Ue.