Rimborso Imu 2022: come chiedere e ottenere il 50%

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23/03/2022

Rimborso Imu 2022: come chiedere e ottenere il 50%

Rimborso Imu 2022 tra le agevolazioni inserite all’interno del decreto energia. Il nuovo bonus è stato approvato con il provvedimento pubblicato all’interno della Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 marzo 2021. Dal punto di vista pratico, si tratta di una misura pensata per aiutare le imprese del settore turistico che si trovano a fare fronte ai rincari del comparto energia dopo la difficile crisi vissuta negli scorsi anni per la pandemia.

In linea generale, le attività che avranno tutti i requisiti previsti dal governo potranno beneficiare di un rimborso del 50% direttamente sul saldo dell’Imu, ovvero sulla seconda rata pagata lo scorso anno. Il riferimento va quindi all’F24 eseguito nel mese di dicembre 2021. Ma procediamo con ordine e vediamo qual è lo schema di riferimento della nuova agevolazione.

Rimborso Imu 2022: a chi spetta il rimborso del saldo

Il nuovo decreto del governo Draghi ha previsto una serie di agevolazioni finalizzata a sostenere le attività imprenditoriali davanti all’ascesa dei prezzi delle bollette per luce e gas. Di fatto, si è registrato un ampliamento dei benefici che risultavano già esistenti. In aggiunta, si è deciso di creare nuovi meccanismi di sostegno.


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Al fine di aiutare le attività che stanno subendo delle perdite in virtù di questa situazione, è stato infatti previsto un nuovo bonus. Quest’ultimo prevede il rimborso del 50% della seconda rata dell’Imu, pagata nello scorso mese di dicembre.

Il rimborso è applicabile a tutte le attività turistico ricettive, oltre a quelle che esercitano un’attività di tipo agrituristica. Rientrano anche le imprese ricettive all’aria aperta e coloro che figurano all’interno del comparto fieristico e congressuale. Infine, possono accedere all’agevolazione i complessi termali, i parchi tematici così come i parchi faunistici e quelli acquatici.

I requisiti per ottenere il rimborso Imu 2022: categorie catastali e di proprietà

Entrando nelle pieghe del decreto è possibile notare che per poter beneficiare del rimborso Imu 2022 risulta indispensabile l’accatastamento degli immobili in categoria D2. In aggiunta, i proprietari devono effettivamente essere al contempo i gestori delle attività imprenditoriali esercitate.

Un ultimo parametro è relativo al calo dei guadagni. Al fine di accedere all’agevolazione, è indispensabile dimostrare una riduzione del fatturato nel periodo indicato uguale o superiore al 50% rispetto all’anno 2019. Per chi rientra nei criteri definiti dal governo, sarà possibile ottenere il credito d’imposta tramite compensazione, facendo ricorso al modello F24.


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Le informazioni relative al credito d’imposta: cosa cambia per le imprese

La nuova agevolazione garantisce un sostegno ulteriore per affrontare la crisi economica rispetto ai bonus già ricevuti nei mesi passati. È utile ricordare, a tal proposito, che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito. Ciò risulta valido sia per le imposte sui redditi, sia per quanto riguarda l’Irap. Il governo ha deciso di sostenere il provvedimento tramite un apposito stanziamento, che nel 2022 corrisponde a 15,6 milioni di euro.

Credito di imposta IMU per il comparto turistico: il testo del decreto

All’interno del decreto approvato lo scorso venerdì 18 marzo si legge che “per il 2022 è riconosciuto un credito d’imposta alle imprese turistico-ricettive […] in misura corrispondente al 50% dell’importo versato a titolo di seconda rata dell’anno 2021 dell’imposta municipale propria (IMU)”.

L’agevolazione è valida “per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2. A condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate e che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel periodo indicato di almeno il 50% rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019”.