Sconto Imu del 20% con addebito in conto corrente, le novità

-
03/07/2020

Sconto Imu fino al 20% se il pagamento avviene con il modello RID con addebito in conto corrente, le ultime novità del decreto legge Rilancio, venerdì in approvazione definitiva.

Sconto Imu del 20% con addebito in conto corrente, le novità

Sconto Imu fino al 20% se il pagamento avviene con addebito diretto in conto corrente. La novità è contenuta nell’emendamento al decreto legge denominato “Rilancio” approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. Approvazione in aula previsto per venerdì, ma è possibile che subisca uno slittamento alla prossima settimana. Lo sconto Imu del 20% è previsto solo per chi sceglie il pagamento attraverso la domiciliazione bancaria (RID). Bisognerà comunicare all’Agenzia le coordinate bancarie su cui predisporre il pagamento in automatico alla scadenza. Lo sconto, dovrà ricevere l’approvazione delle singole delibere comunali, i comuni possono decidere di attivare lo sconto o meno. 

Sconto Imu fino al 20% con il modello RID

Il modello RID autorizza la banca ad addebitare sul proprio conto corrente, alla scadenza del versamento, l’importo della rata da pagare. E’ sempre possibile opporsi all’addebito entro la data di scadenza. La banca e il cliente hanno in qualsiasi momento la possibilità di recedere dall’accordo che prevede l’addebito con modello RID. 

Ti potrebbe interessare: Imu 2020, cosa si rischia a non pagare? Sanzioni e come mettersi in regola con il Fisco

Altre misure in  arrivo

Documenti d’identità: tra i vari emendamenti approvati configura anche la proroga dei documenti di riconoscimento fino al 31 dicembre 2020 (la proroga della scadenza vale  patenti e carte d’identità scadute o in scadenza.

Superbonus al 110%: estensione del bonus casa al 110% anche per le seconde case e le case unifamiliari con estensione del periodo di utilizzo delle agevolazioni fiscali a totale carico del Fisco. La data prevista è fin al 30 giugno 2022, ma solo per i lavori che riguardano  efficientamento energetico per le case di edilizia popolare. La misura non è stata approvata per gli alberghi, inizialmente l’emendamento era stato presentato per ampliare la misura anche alle strutture di rinnovamento ed efficientamento energetico per gli hotel, le seconde case e le case unifamiliari. Al momento restano fuori sono gli hotel e tutte le strutture alberghiere. 


Leggi anche: Pensioni Pepp, c’è l’ok alla previdenza integrativa portabile in Europa