Fondi pensione: come e perché conviene aderire alla previdenza integrativa?

Fondi pensione, perchè conviene la previdenza complementare? Tre diverse opzioni di fondi attualmente sul mercato pensionistico. Convenienza e tipologia, tutte le novità.

Grazie al nuovo metodo di calcolo contributivo, la pensione sarà a sufficienza, oppure bisogna cominciare a pensare a una eventuale “pensione di scorta”?

Queste sono alcune domande che in tanti si pongono per quanto riguarda la previdenza complementare.

È iniziato tutto negli anni sessanta, quando il sistema pensionistico pubblico si è concentrato su una specie di ‘’patto intergenerazionale’’.

Bisogna sapere che le pensioni di oggi sono pagate con i contributi dei dipendenti attivi, le cui pensioni verranno poi acchitate con i contributi che versano i neolavoratori.

Nasce cosi il metodo di calcolo retributivo, dove il contributo pensionistico, viene calcolato facendo la media delle ultime annualità, e tutto ciò verrà poi moltiplicato per un coefficiente di ‘’proporzionamento’’. Quest’ultimo potrà variare tra il 2 e 9% all’anno.

Per una serie di motivi, come ad esempio l’invecchiamento della popolazione, il calo massiccio delle nascite, insieme all’attuale crisi economica hanno messo il Legislatore con le spalle al muro.

In questo modo si è iniziato a revisionare tutto il complesso del sistema di welfare pubblico, in particolar modo il sistema pensionistico, essendo considerato il motivo principale del contenimento della spesa.

Sono state fatte una serie di riforme che si occupano soprattutto dell’età pensionabile, che è in fase continua di aggiornamento per l’indice di aspettativa di vita, introdotto dalla legge Fornero.  

fondi di pensione, ecco cosa c'è sul mercatoIn questo modo si è optato per il metodo di calcolo contributivo, cioè moltiplicando i contributi versati per il coefficiente di trasformazione.

Bisogna sapere che la pensione viene calcolata in base ai contributi versati dal dipendente nel percorso della sua attività lavorativa, anno per anno, con l’aggiunta dei rispettivi interessi. Per quanto riguarda il coefficiente di trasformazione ha il dovere di tener conto l’età del lavoratore al momento del pensionamento e in più dell’aspettativa di vita.

Il metodo di calcolo contributivo, rappresenta i contributi versati per tutti gli anni di lavoro, cioè più si versa, più la pensione che si ritroverà a percepire sarà maggiore.

Ecco un esempio pratico

L’introduzione del metodo di calcolo contributivo, quindi, fa sì  che più si versa e per più anni lo si fa, maggiore sarà la pensione che si andrà a percepire. Ad esempio, per un giovane  lavoratore dipendente  che ha iniziato a lavorare nel 1996 con un reddito attuale di 15.000 euro, una prospettiva media di crescita salariale (2%) e che andrà in pensione a circa 67 anni con circa 39 anni di contributi effettivi versati (nei 44 di vita lavorativa) a causa di eventuali periodi di inoccupazione e di “buchi” contributivi tra un lavoro e l’altro, la pensione sarà pari a circa il 70% circa dell’ultimo stipendio percepito. Se questo giovane è invece un  lavoratore autonomo, la sua pensione sarà pari a circa il 62% dell’ultimo reddito, mentre se è un lavoratore parasubordinato sarà circa del 67%. Ciò significa che se l’ultimo mese da lavoratore attivo si aveva una retribuzione di 1.000 €, il reddito del primo mese da pensionato sarà di poco più di 700 € se dipendente, 620 se autonomo e 670 se parasubordinato (ciò perché i dipendenti versano tra il loro contributo e quello del datore di lavoro il 33% del reddito mentre gli autonomi solo il 22% ed i parasubordinati il 31,72%). (Esempio sviluppato dal sito pensioneelavoro.it).

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Bisognerebbe usare la Busta Arancione di Pensioni e Lavoro

Tenendo conto di questa drastica riduzione del contributo pensionistico pubblico, il Legislatore ha contribuito ai provvedimenti restrittivi, dando la possibilità a nuove forme di pensione, cioè: pensione privata. Questa possibilità consente un’aggiunta di una pensione privata che verrà calcolata insieme alla normale pensione. Questa idea nasce per aiutare i lavoratori a scegliere l’adesione alla previdenza complementare, in questo modo possono mantenere uno stile di vita molto simili a quello che avevano quando erano lavoratori attivi.

La pensione ‘’complementare’’ si potrebbe ottenere solo dopo l’avvenuta l’iscrizione ai fondi pensione, che attualmente sul mercato mette a disposizione ben tre categorie:

I fondi pensione negoziali o contrattuali: questi fondi in poche parole sono istituiti dai contratti di lavoro ai quali possono chiedere l’accesso i lavoratori dipendenti privati e pubblici.

I fondi pensione aperti: qui possono aderire proprio tutti i lavoratori di qualsiasi categoria, e vale anche per quelli che non hanno mai avuto un lavoro in regola.

I PIP: questi piani sono accessibili e acquistabili da chiunque.

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Ionela Polinciuc

Mi chiamo Ionela Polinciuc, sono nata in Romania e ho vissuto a Roma e Darfield. Amo viaggiare, e questo percorso mi ha permesso di conoscere altre realtà importanti e migliorare le mie capacità di adattamento a svariati contesti. La mia passione per scrivere, mi ha portato a collaborare con diversi giornali, da ormai 3 anni.