Fuga di giovani dall’Italia in cerca di lavoro, nel Sud un vero esodo

Lavoro e fuga dall’Italia, il rapporto sull’economia e la società del Mezzogiorno mette nuovamente in luce i disagi del Sud Italia. Cittadini rinchiusi nell’impossibilità di godere dei propri diritti. Il presidente Giannola: “Con la frenata dell’economia seppur limitata, il Sud rischia di esplodere.” Calo demografico Non è una novità che uno dei nervi dolenti dell’Italia […]

Lavoro e fuga dall’Italia, il rapporto sull’economia e la società del Mezzogiorno mette nuovamente in luce i disagi del Sud Italia. Cittadini rinchiusi nell’impossibilità di godere dei propri diritti. Il presidente Giannola: “Con la frenata dell’economia seppur limitata, il Sud rischia di esplodere.”

lavoro

Calo demografico

Non è una novità che uno dei nervi dolenti dell’Italia sia il crescente calo demografico. Esso non ha subito miglioramenti nonostante l’aumento degli stranieri: 97.000 stranieri residenti in confronto ai 203.000 cittadini che hanno lasciato il Sud soltanto nel 2017. Il quadro generale è ancora più chiaro: negli ultimi 16 anni circa 1,8 milioni di under 34 hanno preferito tentare la fortuna altrove piuttosto che rimanere nel proprio luogo d’origine.

Lavoro e gioventù emigrata

Tra i residenti trasferitisi, circa la metà sono giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Quasi un quinto sono laureati che hanno deciso di migrare all’estero. Circa 800.000 non sono tornati.

I motivi

Una delle motivazioni più evidenti è la carenza dei diritti fondamentali. Ai cittadini del Sud non sono garantiti i capisaldi del vivere civile, come l’istruzione, la sicurezza, la vivibilità del territorio, la sanità. In particolare a scarseggiare sono i servizi per l’infanzia, per gli anziani e per i non autosufficienti.

Procediamo per gradi:

  1. Sistema sanitario

 lavoroAl Sud, e in particolare in regioni quali Campania, Calabria e Sicilia, il tasso di mortalità è più alto rispetto a quello del Nord. Le risorse economiche sono minori ed il tutto è gravato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari e di efficaci politiche di prevenzione.

I lunghi tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali sono, inoltre, alla base della crescita della spesa sostenuta dalle famiglie. Tutto ciò ha un inevitabile impatto sui redditi. Strettamente collegato è il fenomeno della ‘povertà sanitaria‘: l’insorgere di patologie gravi è una delle cause più importanti di impoverimento delle famiglie del Sud.

  1. Politiche pubbliche

La crescita nel triennio 2015-2017 ha solo in parte recuperato il patrimonio economico e sociale disperso dalla crisi. Per il meridione la ripresa è senza dubbio sbilanciata. A trainare l’economia del Sud sono gli investimenti privati, ma senza alcuna ombra del contributo della spesa pubblica.

Due sarebbero le alternative: la prima è caratterizzata da una policy neutrale, in attesa della Nota di aggiornamento al Def e della legge di Bilancio. In questa ipotesi, senza una politica adatta, si prevede un rallentamento dell’economia meridionale nel 2019.

La seconda ipotesi è quella di una policy che favorisca gli investimenti nelle infrastrutture. Se nel 2019 venissero favoriti maggiormente questi investimenti, di cui il Sud ha grande bisogno, il risultato sarebbe senza dubbio positivo. Ne conseguirebbe una dimunizione del differenziale di crescita tra Centro-Nord e Sud.

  1. Lavorolavoro

Nel corso del 2017 l’aumento dell’occupazione meridionale era dovuto solamente ai contratti a termine (+61 mila, pari al +7,5%) mentre restava invariata la situazione per quelli a tempo indeterminato (+0,2%). Vi è stata una brusca frenata di questi ultimi rispetto alla crescita del 2,5% nel 2016. Ciò dimostra che il cosiddetto fenomeno dei working poors, lavoratori precari, è l’unico destinato al continuo sviluppo.

Ripresa del Sud: possibile realtà o eterno sogno?

Che i giovani siano il futuro è un dato di fatto. E’ su di loro che si deve puntare, è da loro che un Paese dovrebbe rinascere. Il Sud Italia fatica a comprendere che, senza degli importanti investimenti, andrà incontro ad una situazione peggiore dell’attuale. Nel 2017 ci sono stati più morti che nati, i giovani se ne vanno e anche gli stranieri. Inoltre la povertà continua a dilagare. Le famiglie sono abbandonate a loro stesse, aggrappate al nulla, dinanzi un vuoto cosmico. Soltanto un intervento rapido e mirato può essere un’ancora di salvezza.


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Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.