Giovani sempre più ansiosi e stressati a causa degli smartphone…ma arriva lo spinner

Ansia nei più giovani, da cosa deriva e come superare le alte aspettative che ci poniamo.

E’ tornato di moda un giocattolo che è stato inventato più di 20 anni fa, lo spinner, che al momento spopola tra i giovanissimi. Si tratta di una specie di trottola con 3 estremità da tenere con una mano e da far roteare con l’altra.

Perchè questo giocattolo ventennale sta raccogliendo questo grande successo? Secondo il New York Times perchè rispecchia i nostri tempi rispecchiando l’ansia tra i ragazzi che il giocattolino aiuta ad alleviare.

Ansia sempre più alta tra i giovanissimi

Quasi il 20% delle persone soffrirebbe d’ansia e il 4% in forma grave, percentuali in linea con quelle italiane. Percentuali che aumentano se si prendono in considerazione solo i giovanissimi. Ad essere ansiose sono soprattutto le ragazze (40%) con il 26% dei ragazzi.

Dove risiede la colpa di questa ansia globale? Negli smartphone e nei social network e nella paura di essere tagliati fuori se non ci si collega continuamente al mondo virtuale con cellulare.

Anche se l’ansia non è una malattia ma una reazione che serve a mobilitarci di fronte ad un pericolo, facendoci diventare più vigili e concentrati,  i motivi che la scatenano, probabilmente interferiscono con la nostra vita quotidiana, con le nostre relazioni sociali, con le performance lavorative e scolastiche.

Il disturbo in alcuni casi può portare anche ad attacchi di panico o portare alla depressione o causare uno stress cronico. A questo punto, forse, la cosa migliore è individuare la causa dell’ansia.

Ansia: da cosa deriva?

Che sia grave o no, per tutti vale lo stesso punto di partenza: individuare gli schemi mentali che sono alla base dell’ansia che ci porta, in un modo o nell’altro a valutare male le situazioni facendoci percepire il rischio laddove non c’è. Molto spesso i detonatori dell’ansia sono i pensieri negatici e il miglior trucco per superare l’indecisione e la paura di inadeguatezza è quello di fare male una cosa che si fa per la prima volta. Sembra assurdo, eppure una studiosa dell’Università di Cambridge, Olivia Remes, dice che se una cosa merita di essere fatta, merita essere fatta male la prima volta. Questo perchè di solito ci si pone degli standard che difficilmente sono raggiungibili, poichè sono troppi elevati e in un modo o nell’altro ci si paralizza e si rimanda per paura di sbagliare. Ma se si decide di fare una cosa male fin dall’inizio cosa ci potrebbe frenare? E chi dice che, mettendosi l’anima in pace che andrà male, invece, non vada proprio bene?


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Redazione

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