Habemus papam, anzi no, abbiamo il Presidente del Consiglio

Nominato il Presidente del Consiglio, qualche considerazione.

Il paragone con il Papa ci sta tutto per quanto riguarda la laboriosità della nomina.

Mattarella, da buon Democristiano, aveva provato a prendere tempo con veti e riserve per darsi quell’importanza che la costituzione non gli concede, ma il bluff è stato subito stoppato dal nuovo Matteo ( perchè a quello vecchio ormai non crede più nessuno) che ha subito posto l’aut-aut: o questo o si torna al voto.

Si chiama Giuseppe Conte e di professione fa l’avvocato, come ha precisato anche nel breve discorso dopo la nomina, dove ha detto “sarò l’avvocato degli Italiani”.

Vederlo arrivare in taxi non solo al Quirinale ma soprattutto a Montecitorio, pagare e lasciare la mancia è stato piacevole: non ci eravamo più abituati.

Ora a Salvini tocca  mostrare i muscoli a proposito di Paolo Savona: se lo fa la prossima volta giuro che lo voto.

E l’opposizione cosa fa?

Niente, nulla, rien de rien, nada de nada: oltre a qualche delirio di Brunetta, della Meloni o di Martina che ha detto papale papale “«Mi sembra una situazione molto fragile, l’Italia non merita questa incertezza e questa approssimazione. Quello che c’è nel contratto è un incubo».

Da uno che pochi giorni fa aveva detto ” partiremo dai bisogni degli Italiani” mi sembra un ennesimo passo verso la camicia di forza.

Qualcuno dovrebbe dirglielo che negli ultimi 5 anni ha governato il suo partito.


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo