I ‘gilet gialli’ danneggeranno l’economia francese a lungo

L’economia francese subirà un deciso rallentamento nel quarto trimestre, con il capo-economista di IHS-Markit, Chris Williamson, a prevedere una crescita del pil dello 0,2%, la metà di quella segnata nel trimestre scorso. L’attività dei servizi e del comparto manifatturiero si è contratta a dicembre, scendendo sotto la soglia di 50 punti, quella al di sotto […]

L’economia francese subirà un deciso rallentamento nel quarto trimestre, con il capo-economista di IHS-Markit, Chris Williamson, a prevedere una crescita del pil dello 0,2%, la metà di quella segnata nel trimestre scorso. L’attività dei servizi e del comparto manifatturiero si è contratta a dicembre, scendendo sotto la soglia di 50 punti, quella al di sotto della quale il trend diventa negativo. I servizi sono crollati da 55,1 a 49,6 punti, la manifattura da 50,8 a 49,7 punti. Che cosa è successo di preciso? La pista porterebbe ai “gilet gialli”, il movimento di protesta contro il rincaro del carburante deciso dal governo, che ha provocato blocchi stradali e la paralisi del commercio persino nel cuore di Parigi, colpendo le vendite del retail alla vigilia del Natale. I danni sono stimati in miliardi di euro e le immagini di una Francia messa a ferro e fuoco da centinaia di attivisti violenti del variegato movimento hanno dissuaso molti turisti dal mettervi piedi, con notizie di numerose cancellazioni di voli e prenotazioni alberghiere.

Aldilà dell’effetto temporaneo negativo sull’economia, i gilet gialli sembrano destinati a incidere ancora più negativamente sulle prospettive economiche della Francia. Anzitutto, è diventato parecchio più difficile per il presidente Emmanuel Macron e il suo governo, guidato dal premier Edouard Philippe, varare nuove riforme. Le liberalizzazioni, i tagli alla spesa pubblica, il taglio delle tasse e le privatizzazioni appaiono buone intenzioni di un’agenda riformatrice al momento chiusa per assenza di consenso popolare.

I mercati sono stati abbastanza benevoli con Parigi, ma dopo l’annuncio di Macron di provvedimenti che vanno incontro all'”emergenza sociale” denunciata dai gilet gialli e che graveranno sui conti pubblici dal prossimo anno, lo spread tra gli Oat a 10 anni e i Bund di pari scadenza si è allargato fin sopra i 45 punti base, ai massimi dal maggio 2017. Nulla di drammatico, anche se potrebbe essere il primissimo segnale di una sfiducia verso il resto del mandato presidenziale. Il deficit francese sarebbe destinato a salire oltre il tetto del 3%, violando le regole fiscali europee e potenzialmente intaccando la credibilità delle istituzioni dell’Area Euro, le quali si sono indebolite drasticamente nel confronto con l’Italia sui decimali.

Per concludere, l’economia francese rischia di risentire delle proteste di queste settimane per un periodo ben più lungo di quanto s’immagini. Dopo gli scioperi ad oltranza dei ferrovieri del 1995, nessun governo ha osato ad oggi rivedere il sistema pensionistico, segno che le riforme in Francia, già difficili da realizzare prima dei gilet gialli, adesso potrebbero essere definitivamente archiviate.


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