I telefoni cellulari stanno danneggiando lo scheletro umano

Uno studio chiarisce come i telefoni cellulari stanno danneggiando lo scheletro umano con danni irreparabili: ecco di cosa si tratta.

Le persone, fortunatamente non tutte, passano così tanto tempo sugli schermi dei cellulari, che punte ossute si stanno sviluppando sul dorso dei nostri crani. Rivela uno studio fatto da scienziati, che un numero crescente di persone sta sviluppando delle protuberanze occipitali esterne allargate alla base del cranio. Quelli sottoposti di più a questo sviluppo più velocemente, sono i giovani, tra i 18 e 30 anni.

Lo studio che chiarisce come lo scheletro è danneggiato dai telefoni cellulari

Gli scienziati dell’Università della Sunshine Coast nel Queensland, in Australia, hanno svolto ricerche dettagliate sul fenomeno, hanno visionato più di mille tedeschi con età compresa tra 18 e 86 anni e dichiarando alla BBC, con il dottor Shahar, che da 20 anni che fa questo mestiere, che ha scoperto, nell’ultimo decennio, che i suoi pazienti presentano questa crescita sul cranio.

Il dottor Shahar afferma che la ragione di tutto questo, è il risultato che in particolar modo, passano i giovani a guardare in basso, per le ore che si trascorrono su smartphone, tablet e laptop. Le parti del corpo meno utilizzate, vengono messe a dura prova, i muscoli che collegano il collo alla parte posteriore della testa sono sotto sforzo mentre cercano di tenere fermo il cranio.

In risposta a quei muscoli, che diventano sempre più forti, lo scheletro sviluppa nuovi strati ossei per rinforzare e allargare l’area. Secondo una ricerca rivelata lo scorso anno, la persona media ha passato circa tre ore e mezza al giorno sui propri smartphone, in media le persone controllano i loro telefonini ogni 12 minuti.

Gli autori di questo studio, hanno scritto che il carico meccanico ripetuto e sostenuto, porta all’adattamento dei tendini e dei tessuti connettivi. Disturbi muscoloscheletrici legati a posture scorrette durante l’utilizzo di computer e tablet sono stati ampiamente studiati e sono stati identificati come un fattore di rischio per lo sviluppo di sintomi correlati a collo, spalle e avambracci.

Il dottor Shahar ha detto che, anche se è improbabile che i noduli ossei possano causare effetti dannosi, potrebbero non andare mai via. Fa un esempio con le stalattiti e stalagmiti, se nessuno li disturba, continueranno a crescere.


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