Il cambiamento climatico porta alla violenza, crimine e aggressività, migranti i più colpiti

Uno studio dell’Università di Padova, ha rilevato che l’inquinamento e il cambiamento climatico portano alla violenza, crimine e aggressività, i migranti più colpiti.

Nuovi studi mettono in relazione il cambiamento climatico con patologie come psicosi, depressione e solastalgia. Sul nostro pianeta il clima sta cambiando e questo ha conseguenze dirette sul modo in cui viviamo, ci muoviamo e sulla nostra salute. L’Università di Padova fa un elenco degli effetti di questa metamorfosi: eventi catastrofici, cambiamenti subacuti, come la desertificazione, o cronici, come l’innalzamento delle temperature. I disastri naturali, purtroppo hanno un impatto diretto sulla mortalità, meno capiamo invece come le alterazioni del clima, possano far aumentare le patologie cardiovascolari e respiratorie, e diffondere malattie come la dengue.

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Il cambiamento climatico influiscono sullo stato fisico

Si è arrivato a determinare come il cambiamento climatico influisca negativamente sullo stato fisico, mentre non è ancora chiaro su quello mentale. Gli eventi catastrofici hanno un impatto immediato sulla psiche provocando disturbi post traumatici da stress e disturbi da lutto persistente e complicato.

È stato studiato che l’innalzamento delle temperature porta all’aggressività, violenza, crimine e instabilità sociale. Da dire anche che circostanze estreme, hanno un’azione immediata sulla biologia cellulare, alterando ritmi biologici, neurotrasmettitori e ormoni.

È stato studiato che dove il cambiamento climatico è molto alto, favorisce l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcol. Questo fenomeno è chiamato, solastalgia: le persone non riconoscono più il Mondo che hanno intorno, che a causa dei rapidi cambiamenti, gli risulta totalmente diverso da dove sono nati e cresciuti.

I migranti sono i più colpiti da psicosi

Sono stati fatti studi su migranti arrivati dai Paesi africani, ed è emerso che nel lungo periodo, trovandosi in una realtà completamente diversa dalla loro, si determina un deterioramento nella salute mentale. È stato documentato che nelle popolazioni emigrate, il numero di soggetti colpiti da psicosi, è tre volte superiore alla media. Un cambio di ambiente drastico e la perdita di supporto sociale, accentua problemi già presenti. Un programma adeguato di accoglienza, può migliorare in parte questa situazione.

L’Italia è tra i Paesi a bassa esposizione e di conseguenza si è attrezzata poco per questi problemi. Gli effetti del cambiamento climatico sulla salute mentale saranno maggiori in quei Paesi che non potranno predisporre adeguati servizi sociali e sanitari di supporto.

Gli anziani sono quelli che maggiormente vengono devastati, mentre per quanto riguarda i bambini, si riprendono meglio perché hanno una maggiore elasticità.

Una volta che gli studi saranno ad uno stadio più avanzato, la prevenzione sarà una delle armi da mettere in campo, e formando del personale che lavora nell’ambito della salute mentale, preparare le comunità ad essere consapevoli, di che cosa si va incontro.

Fondamentale sarà anche predisporre un’accoglienza programmata, anche qui con personale specializzato, per i migranti.


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