Il medico competente: compiti e obblighi nella sorveglianza sanitaria

Il medico competente, o medico del lavoro, è una figura molto importante nella tutela della sicurezza sul lavoro. Vediamo da chi viene nominato, quali sono i sui compiti e che funzione ha nella sorveglianza sanitaria.

Il medico competente è una figura molto importante nella gestione e sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo articolo vedremo chi può nominare il medico competente, quali sono i suoi compiti e che funzione ha nella sorveglianza sanitaria.

Medico competente: definizione e requisiti

Il medico competente è una figura importante per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Infatti, è responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale intervenendo a fianco del datore di lavoro e dei responsabili e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il medico competente, chiamato prima medico di fabbrica e poi medico del lavoro, è coinvolto fin dall’inizio nel processo di prevenzione aziendale. In base all’art. 38 del decreto legislativo n. 81 del 7 aprile 2008, è un sanitario in possesso di uno dei seguenti titoli o requisiti:

a)specializzazione in medicina del lavoro o medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica oppure in igiene e medicina preventiva o medicina legale;

b)che abbia svolto docenza in medicina del lavoro; medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; tossicologia industriale; igiene industriale; fisiologia e igiene del lavoro.

c)iscrizione nell’elenco dei medici competenti presso il Ministero del lavoro.

Inoltre, per mantenere le funzioni di medico del lavoro, deve partecipare a corsi o master di aggiornamento e ad altri programmi di educazione continua in medicina (ECM).

Nomina del medico competente

Il medico competente è nominato dal datore di lavoro per effettuare sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti prescritti dal Testo Unico sulla sicurezza del lavoro, collaborando anche alla valutazione dei rischi.

All’interno dell’azienda il medico competente può essere:

√dipendente o collaboratore di una struttura esterna convenzionata con l’imprenditore;

√libero professionista;

√dipendente del datore di lavoro.

Il datore di lavoro, invece, deve:

√assicurarsi che ci siano le condizioni affinché possa svolgere tutti i suoi compiti in piena autonomia;

√richiedere l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico;

√comunicargli tempestivamente le nuove assunzioni o le cessazioni dei rapporti di lavoro.

Inoltre, all’interno dell’azienda la figura del medico competente è obbligatoria. Infatti, nel caso in cui tale figura non sia presente, il datore di lavoro verrà sanzionato con l’arresto o una multa per violazione dell’art. 18, comma 1, lettera a) del D.lgs.81/2008 che prevede, appunto, la nomina del medico competente.

Infine, tale nomina avviene tramite domanda compilata dal datore di lavoro su carta intestata dell’impresa.

Obblighi

Quindi, il medico del lavoro non è solo addetto alle visite obbligatorie nell’interesse del lavoratore, ma è un consulente del datore di lavoro in materia sanitaria. Infatti:

a)collabora con datore di lavoro e il Servizio di prevenzione e protezione (SPP) alla valutazione dei rischi, attuando una programmazione sulla sorveglianza sanitaria, sulle misure per la tutela della salute e l’integrità dei lavoratori;

b)crea, aggiorna e custodisce per ogni lavoratore a rischio una cartella sanitaria (che va conservata almeno per 10 anni);

c)fornisce chiarimenti ai lavoratori sui risultati della sorveglianza sanitaria a cui sono sottoposti;

d)comunica in via telematica al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) i risultati collettivi della sorveglianza sanitaria;

f)visita gli ambienti di lavoro, periodicamente, per una continua valutazione dei rischi.

Sorveglianza sanitaria

Per sorveglianza sanitaria si intende un insieme di atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori in base:

1)all’ambiente  di lavoro;

2)ai fattori di rischio professionale;

3)alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

La sorveglianza sanitaria, come abbiamo visto, compete al medico competente e consiste in una serie di visite mediche che hanno lo scopo di verificare lo stato di salute dei lavoratori e l’idoneità alla mansione specifica cui sono adibiti.

La visita medica può essere:

a)preventiva, per valutare l’idoneità psicofisica del lavoratore alla mansione specifica;

b)periodica, di norma ogni anno, se non diversamente indicato, per controllare lo stato di salute del lavoratore;

c)su richiesta del lavoratore, se per il medico competente la mansione comporta dei rischi professionali;

d)in occasione di un cambio di mansione.

Giudizi di idoneità

Infine, sulla base dei risultati delle visite mediche, il medico competente esprime, per iscritto uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:

a)idoneità;

b)idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;

c)inidoneità temporanea (dovrà essere indicato l’arco temporale di validità);

d)inidoneità permanente.

In caso di inidoneità, il datore di lavoro, se è possibile, deve adibire il lavoratore ad altra mansione equivalente o, in difetto, a mansione inferiore ma con retribuzione corrispondente alla precedente. La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sarà effettuata solo se la ricerca di una ricollocazione adeguata del dipendente abbia dato esito negativo.


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