Il presidente Conte in visita a Foggia dopo gli incidenti ai braccianti.

Il presidente Conte in visita a Foggia dopo gli incidenti ai braccianti.Lavoro e dignità sono due parole che dovrebbero essere indissolubili.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è recato a Foggia dove ha ricevuto, presso la Prefettura, una delegazione di lavoratori agricoli in seguito agli   incidenti avvenuti nei giorni scorsi.  

 “In queste ore stiamo per approvare al Senato il decreto dignità. E questa parola – DIGNITÀ – è la parola che noi dobbiamo e vogliamo rimettere al centro” – dichiarato Conte.

Lavoro e dignità sono due parole che dovrebbero essere indissolubili perchè non ci può essere lavoro senza il rispetto della dignità della persona. Ma nella realtà questo non vale sempre  per tutti  e non solo nel settore agricoltura.

“Qui a Foggia sono morte dodici persone, che si sommano alle quattro morte sabato scorso. Sedici lavoratori sfruttati e umiliati dalle condizioni di lavoro e di vita a cui erano costretti. Questa non è dignità. – ha continuato Conte – A distanza di decenni sembrano ancora attuali le lotte condotte da Giuseppe Di Vittorio nato a pochi km di distanza da qui”.

 

Il fenomeno del caporalato è molto radicato nella mentalità soprattutto del sud dove da sempre a causa delle precarie condizioni economiche si è accettato di lavorare in condizioni pietose. E’ un circolo vizioso del “se non ci vieni tu, ce ne sono altri”.

“Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità” – ha continuato Conte.

Per chi sta dietro una scrivania oppure ha la certezza di un salario dignitoso sembrerebbe facile dire di non accettare questi lavori e denunciare. Ma quali tutele per chi denuncia? Spesso chi denuncia un sopruso non solo in agricoltura ma anche in altri settori, verrebbe ghettizzato.

Ma perché i datori di lavoro si rivolgono ai caporali?

Spesso è la legge di mercato. Spesso il prodotto lavorato per un anno viene sottopagato oppure bisogna scegliere di fresarlo. Bisognerebbe cambiare la mentalità alla base con l’aiuto di strumenti legislativi che vengano realmente messi in pratica.

La grande distribuzione impone prezzi così bassi sia  per massimizzare i propri profitti e perché, altrimenti, pochi  potrebbero comprare, dato che per circa 30 anni non si è lavorato sul potere di acquisto sempre più basso.

Il caporalato e lo sfruttamento del lavoro altrui non si manifesta solo in agricoltura o l’edilizia ma anche in settori apparentemente “puliti”.

 


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Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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