Imu e Tasi 2019: pagare in ritardo grazie al Ravvedimento operoso

Imu e Tasi 2019: il contribuente può utilizzare il “ravvedimento operoso” per mettersi in regola con i pagamenti, ecco come funziona

Ormai il 16 dicembre è passato, ultimo giorno in cui i contribuenti italiani potevano mettersi in regola con il versamento IMU e Tasi. Vediamo cosa succede nel caso in cui il contribuente ha omesso il pagamento, in che modo può regolarizzare la sua posizione.

Imu e Tasi 2019: quando utilizzare il ravvedimento

Il cittadino che entro il 16 dicembre non ha versato l’importo inerente all’Imu e alla Tasi, può utilizzare il “ravvedimento operoso” per mettersi in regola con i pagamenti. Il ravvedimento operoso può essere utilizzato entro un anno dalla effettiva scadenza dell’imposta, pagando un importo maggiorato da interessi e sanzioni.

Come pagare con il ravvedimento

Con il ravvedimento operoso si paga la somma dovuta aumentata dalle sanzioni e dagli interessi che variano in base ai giorni di ritardo di pagamento. Il ravvedimento può essere di 4 tipi:

  • Ravvedimento Sprint: prevede sanzioni pari a 0,1% per ogni giorno di ritardo, per il pagamento effettuato entro il 14° giorno dall’omissione;
  • Ravvedimento breve: prevede sanzioni pari 1,50%, per i pagamenti dal 15° giorno al 30° giorno di ritardo dall’omissione;
  • ravvedimento intermedio: prevede sanzioni pari a 1,67%, per pagamenti dal 31° giorno al 90° giorno di ritardo dall’omissione;
  • ravvedimento lungo: prevede sanzioni pari a 3,75%, per i pagamenti oltre il 90° giorno di ritardo dall’omissione.

Ricordiamo che alle sanzioni vanno aggiunti gli interessi legali e il versamento va effettuato tramite il modello F24.

Nel caso di omesso pagamento del saldo Imu e Tasi al 16 dicembre 2019, il ravvedimento potrà essere utilizzato entro dicembre 2020, mentre per l’acconto il termine per il ravvedimento è giugno 2020.

Superato un anno dal mancato pagamento, per mettersi in regola, bisogna pagare l’importo dell’Imu e Tasi maggiorato di una sanzione fissa del 30%.

La TASI e l’IMU non si pagano sulla prima casa, tranne su quelle di lusso, quindi appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9. Si versa su seconde case, immobili industriali, magazzini, uffici, negozi e così via.

IMU e TASI: la paradossalità delle imposte

Imu e Tasi: le novità nella legge di bilancio 2020

Un emendamento presentato alla legge di bilancio ha previsto che il ravvedimento delle imposte locali potrà essere utilizzato dal contribuente fino a quando non riceverà un atto di contestazione da parte dell’ente locale. Tale emendamento è stato approvato dalla Commissione Finanza del Senato.

Un’altra novità è quella di evitare il trasferimento fittizio di uno dei coniugi per eludere il pagamento del tributo, è stata introdotta una normativa più severa per le prime case fittizie. Quindi, da oggi non è più previsto che lo stesso nucleo familiare abbia più di una abitazione principale, anche se in comuni diversi. Inoltre, dal 2020 l’IMU ingloberà anche la Tasi ma tale variazione costituirà una semplificazione dell’adempimento dato che l’importo da pagare non si ridurrà perché le aliquote Tasi saranno sommate con quelle della nuova Imu.

IMU 2020: un’unica abitazione per nucleo familiare, ecco le novità

Imu e Tasi: cambiano importi e modalità, le novità nella legge di Bilancio 2020


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.