Imu e Tasi: ecco i casi in cui si paga anche su abitazioni principali

IMU e TASI si paga anche per le abitazioni principali, ma in quali casi? Ecco le novità

Si è giunti quasi al traguardo per il pagamento di IMU e TASI, il 17 giugno, quindi siamo agli sgoccioli per organizzarci e pagare l’acconto del 50% di queste imposte. Devono pagare l’IMU e Tasi i seguenti soggetti:

  • proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni;
  • titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione;
  • coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Imu e Tasi quando si paga

IMU e Tasi non sono dovute sull’abitazione principale, a meno che non sia no abitazioni di lusso appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9. Per abitazione principale si intende quella in cui coincidono due requisiti: dimora abituale e residenza anagrafica.  Quindi il titolare, o il suo nucleo familiare, devono risultare non solo residenti nell’unità immobiliare, ma anche abitanti fisicamente nello stesso.  Per ogni nucleo familiare non è possibile usufruire l’esenzione di IMU e TASI per due abitazioni. Nel caso in cui si ha la residenza in un immobile, ma si dimora in un altro, si ritiene abitazione principale l’immobile in cui si detiene la residenza.

Perchè la prima casa si definisce con prevalentemente e non esclusivamente?

Per definire l’immobile di prima casa si indica prevalentemente e non esclusivamente, perché spesso l’immobile destinato all’abitazione principale è anche usato per svolgere la propria attività lavorativa. Quindi sono abitazione destinate ad uso promiscuo. Inoltre ci sono casi in cui un’abitazione principale oltre ad essere usata come dimora per il proprio nucleo familiare, parte di esse vengono destinate in locazione, come succede con gli studenti fuori sede che affittano una o più camere.

Nel caso in cui l’abitazione principale venga utilizzata anche come sede lavorativa, la funzione prevalente ai fini Imu-Tasi resta quella abitativa. Nel caso invece l’abitazione venga parzialmente locata il discorso cambiare. Mettiamo, però, in evidenza che pur essendo chiara nel delineare i requisiti principali della residenza e della dimora fisica, non risulta trascritto che l’abitazione principale non possa essere destinata anche ad altri utilizzi diversi da quello abitativo.

IMU e TASI: casi particolari

Riprendiamo gli esempi: nel primo caso, cioè che l’abitazione principale viene destinata anche come sede lavorativa, l’immobile viene ritenuta a tutti gli effetti come abitazione principale e quindi esente al 100% da IMU e TASI. Nel secondo caso, cioè che una parte dell’immobile e destinato a locazione, l’esenzione non è detto che è automatica. Bisogna far riferimento alla Circolare MEF del 18 maggio 2012 n. 3, secondo la quale “si ritiene, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini IRPEF fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale dell’abitazione parzialmente locata, rivalutata del 5%, risulti maggiore del canone annuo di locazione”.

Quindi il locatore deve fare questo calcolo per assicurarsi di non dover pagare IMU e TASI. Consiste nel confrontare la rendita rivalutata del 5% con quanto incassato annualmente dall’affitto. Per canone annuo di affitto si intende il canone imponibile soggetto a Irpef o a cedolare secca, ovvero il 95% del canone se si è scelta la tassazione ordinaria, oppure il 100% se invece si è scelta la cedolare.

IMU e TASI: in caso di abitazioni separate tra coniugi

Un altro caso su cui porre la nostra attenzione è quello dei coniugi titolari di due diversi immobili in cui hanno rispettivamente residenza e dimora separate. In questo caso si contraddice il principio generale secondo cui è ammessa una sola abitazione principale per nucleo. Infatti ci cerca di tutelare le coppie sposate che per ragioni organizzative, non hanno possibilità di convivere. Ma dall’altro si premunisce contro le probabili situazioni di frode. In conclusione per quelle coppie residenti e dimoranti in abitazioni che si trovano in Comuni diversi, l’esenzione viene applicata su entrambi le abitazioni.

Ciò non può essere applicato per le coppie che abitano in abitazioni diverse, ma che si trovano nello stesso comune. Ciò per evitare situazioni che possono nascondere un tentativo di evasione, quindi si applica la regola standard dell’unica abitazione principale per nucleo. Quindi uno dei due coniugi sarà obbligato a versare l’Imu in base alle aliquote delle seconde case, a meno che il Comune non abbia predisposto una aliquota ad hoc per questo tipo di casistica.

IMU e TASI 2019: a chi tocca pagarle e le novità sulle aliquote


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.