In arrivo pensione Quota 100 e Superbonus in busta paga dal 2019, si aprono gli scenari

Si aprono gli scenari, in arrivo Quota 100 e Superbonus, con tante novità, la nuova misura cambia i limiti di età, ecco cosa ci aspetta.

Pensione in arrivo Quota 100 e Superbonus, dopo l’approvazione del decreto Dignità, ripartono i lavori sulla riforma pensioni, prevista in dirittura di arrivo in autunno. La pensione Quota 100, prevede un’età pensionistica di 64 anni e 36 anni di contributi, negli ultimi giorni si parla anche di un’alternativa, con 65 anni di età e 35 anni di contributi. La misura si genera da una somma pari a 100 tra l’età pensionistica e i contributi versati, con dei limiti.

Si parla anche di introdurre il Superbonus Maroni del 30 per cento in più in busta paga. L’idea è di introdurre un superbonus del 30% da versare direttamente in busta paga, per ridurre il flusso pensionistico previsto per la quota 100. Questo bonus ridurrà le domande e i lavoratori che come il nostro lettore, si sente ancora attivo nel campo lavorativo, potrà continuare a lavorare, percependo un riconoscimento sul lavoro prestato oltre l’età pensionistica.

I sindacati chiedono al più presto un incontro per discutere sulle misure.

Pensione anticipata

La richiesta dei sindacati

I sindacati confederali rendono noto di avere scritto al Ministro del Lavoro chiedendo un incontro per discutere e capire la linea che il governo intende seguire in materia di riforma pensione. In discussione dovrà essere considerata la Quota 100 a 63 anni anche per portare avanti il raggionamento degli ultimi anni, con la Pensione Ape Sociale. Da considerare il lavoro fatto per i lavoratori precoci con particolare attenzione alla  “gestione della norma relativa ai lavori gravosi”, la cui individuazione, ha un impatto non solo sulla gestione dell’Ape sociale e degli interventi per i lavoratori precoci, ma anche sull’esonero dell’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2019.

I sindacato chiedono che venga avviato il prima possibile il lavoro delle Commissioni istituite nell’ultima Legge di Bilancio, che, entro il 30 settembre 2018, dovrebbero presentare le relazioni sulle proprie rilevazioni relative alla speranza di vita e alla distinzione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale.

Per finire, si porterà l’attenzione del Ministero sul superamento dell’istituto della prescrizione dei contributi per i dipendenti pubblici, problema affrontato solo parzialmente e che lascia senza tutela ancora moltissimi lavoratori, evidenziano i sindacati.

Pensione, invariate le misure pensionistiche esistenti

Restano invariate le misure pensionistiche esistenti, le novità del 2018:

  • pensione di vecchiaia nel 2018 viene infatti erogata al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne, per tutti i lavoratori dipendenti privati ed i lavoratori autonomi;
  • pensione anticipata, per il 2018  è entrata a regime la possibilità di pensionamento anticipato con soli 41 anni di contributi, per i cosiddetti “lavoratori precoci” (12 mesi di contributi maturati entro il compimento dei 19 anni di età e in una determinata condizione di tutela stabilita dalla norma), nei limiti dei fondi annualmente stanziati e con richiesta di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1 marzo 2018.

Età pensionabile, il cambiamento nel tempo

Per effetto dell’indicizzazione automatica dell’età pensionabile alla speranza di vita, ci saranno dei cambiamenti, potranno andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica e senza penalità alcuna al raggiungimento di un requisito contributivo pari a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi le donne). In assenza di interventi correttivi, come promesso dal nuovo governo,  i requisiti si innalzeranno di 5 mesi, quindi si potrà accedere alla pensione con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne. I nuovi requisiti saranno validi sino al 31 dicembre 2020.

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Redazione NotizieOra

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