In arrivo una nuova tassa sulle chiamate vocali WhatsApp

E’ possibile che arrivi una tassa su WhatsApp, e precisamente, sulla funzione di effettuare delle chiamate con tale piattaforma?

Sembra un’assurdità se si pensa il motivo per cui nasce WhatsApp, e cioè permettere di inviare messaggi, fare chiamate e video chiamate senza spendere un centesimo, eppure è la realtà. Per la precisione, la volontà di mettere una tassa sulle chiamate fatte sulla piattaforma di messaggistica WhatsApp nasce dal governo libanese. Certo, l’idea è ancora al suo stadio teorico, ma questo non ha impedito alla popolazione di fare diverse proteste.  Vediamo più da vicino i particolari di questa singolare tassa.

E’ in arrivo una tassa sulle chiamate effettuate su WhatsApp

Il governo libanese ha pensato di far pagare chiunque faccia una telefonata su una piattaforma gratis come quella di WhatsApp.

La tassa proposta prevede che si  paghi ben  20 centesimi per ogni prima chiamata del giorno effettuata attraverso tale sistema di messaggistica.

Eppure, i cittadini libanesi non se la passano proprio bene dato che sono già colpiti da aumenti dei prezzi imposti dal governo per cercare di risolvere la sua situazione di forte debito.

Se facciamo un passo indietro, e torniamo al mese di luglio, il governo del Libano aveva introdotto delle  misure  davvero pesanti per i cittadini.

Tali misure avevano avuto delle pesanti ripercussioni sulle pensioni dei soldati congedati, ad esempio.

Ma non finisce qui perché il governo libanese ha anche pensato ad un aumento dell’IVA, alle tasse sul carburante e l’introduzione di una tassa pensata appositamente per WhatsApp.

Insomma, la popolazione libanese sembra davvero senza via di uscita, e ostacolata da ogni minima tassa.

Se entriamo nella quotidianità arriviamo anche a capire perché il governo libanese ha pensato a questo.

In pratica, In Libano WhatsApp è utilizzato tantissimo grazie al fatto di essere un servizio totalmente gratis.

Si tratta di un metodo low cost per tenersi in contatto che ha inevitabilmente interessato milioni di persone.

Sebbene per noi possa sembrare una novità assoluto, nel 2018 anche l’Uganda aveva proposto una soluzione simile che prevedeva il pagamento di 5 centesimi di dollaro ogni giorno per poter utilizzare Facebook, WhatsApp, YouTube, Twitter e gli altri social network.

Chissà cosa avranno da ridire i dirigenti di tali prodotti social.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.